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Santi

Il Santo e la balena

David / 09 Dec, 2015
San Brandano (o Brendano) fu un monaco che, alla ricerca della «Terra Promessa dei santi» di cui aveva sentito parlare da un abate suo parente, si imbarcò su una nave di legno e pelli con quattordici compagni. Il viaggio durò 7 anni, ma fruttò l’effettiva scoperta di tale luogo.Ben poco sappiamo della sua figura storica a causa della scarsità di notizie giunte fino ai nostri giorni. Solo grazie ad alcuni antichi testi tra cui Vita Brendani e Navigatio Sancti Brendani — che però presentano uno stile molto romanzato a discapito del valore documentario — sappiamo qualcosa sulla sua vita, mentre ben più curato e articolato è il racconto del viaggio.
Nato intorno al 484 a Fenit, a ventotto anni iniziò a fondare vari monasteri, tra cui quelli di Ardfert, Enach Dúin (Annaghdown), Inishadroum, Clonfert e Shanakeel ai piedi dell’omonimo Monte Brandon. Proprio nel monastero da lui fondato ad Annaghdown morì intorno al 575. Oggi sepolto a Clonfert viene ricordato nel Martyrologium romanum il 16 Maggio.

La narrazione del viaggio inizia con l'incontro tra Brandano e l’abate — suo parente — Barinto, il quale gli racconta del viaggio da lui intrapreso con il discepolo Mernoc alla ricerca della «Terra Promessa dei santi»: un luogo magnifico dove l’aria ha un profumo meraviglioso e né fame né sete soggiogano l’uomo. All’udire di una tale bellezza, Brandano decide di partire anche lui alla ricerca del posto. Radunato dunque un gruppo di quattordici monaci selezionati, dopo un digiuno preparativo di quaranta giorni, san Brandano ed il suo gruppo finalmente lasciano la terraferma alla ricerca di quest'isola. Prima di dirigersi verso la «Terra Promessa dei santi» fanno tappa all'isola di Sant’Enda, dove ricevono la benedizione dai loro confratelli e assoldano altri tre monaci.
Il viaggio si rivelerà pieno di stravaganti peripezie che li porterà a visitare per sette anni, una volta l’anno, le stesse isole in occasione della stessa festività: l’isola degli Uccelli, l’isola delle Pecore, l’isola-Balena e quella di sant’Albeo, dove risiedono dei frati dediti al silenzio. La comitiva di monaci si troverà poi a dover affrontare il mare ghiacciato ed i mostri marini che lo abitano. Tra le altre, si troveranno anche a sbarcare su un’isola abitata da tre diverse comunità, la cui occupazione è quella di cantare i Salmi in perpetuo, dalle quali riceveranno in dono degli enormi frutti che riusciranno a sfamarli per lungo tempo.
Lasciata la terra ferma, proseguendo nel loro viaggio troveranno luoghi mistici come uno scoglio sul quale era stato legato Giuda l’apostolo, al quale è stata concessa una tregua dalle fiamme dell’inferno, che san Brandano riuscirà ad allungare; un’isola dove incontreranno l’eremita Paolo, il quale — vestito solo dei suoi capelli — riesce a sopravvivere grazie ad una fonte miracolosa. Da qui finalmente il gruppo di monaci salperà per giungere alla meta.

Sull'isola arriveranno solo due dei monaci partiti. Qui un giovane predice al santo che la sua morte è ormai prossima e lo esorta a caricare la nave di frutti e gemme e di ripartire alla volta della patria.
Durante la permanenza sull'isola i due irlandesi vedranno un angelo che gli spiegerà che l'esistenza dell'isola è finalizzata ad ospitare i pii quando regnerà il caos e l'Anticristo. Da sempre disabitata, l'isola rimarrà fuori dal tempo fino a quel momento. Effetto di ciò è il fatto che pensando di aver trascorso solo quindici giorni sull'isola, i due viaggiatori passarono sull'isola un intero anno. Fuori dal tempo, infatti, il tempo non è misurabile.
Una volta a casa l’ormai ultranovantenne Brandano avrà giusto il tempo di raccontare quel che ha visto prima di consegnare la propria anima a Dio.

L'immagine della Celebrazione sul dorso di un enorme pesce è ripresa dalla leggenda dello Zaratan: un'enorme creatura dalle sembianze di una balena, sul dorso della quale — quando rimaneva a fior d'acqua per molto tempo — cresceva una fitta vegetazione. Per questo molti marinai la scambiavano per un'isola e vi sbarcavano sopra. Proprio san Brandano, durante il viaggio di cui si è parlato sopra, vi sbarcò e celebrò Messa.

Non pretendendo di sapere quanto ci sia di vero e quanto di falso in questa leggenda, come sarebbe necessario per uno studio scientifico storico o teologico, possiamo tuttavia rilevare che questo racconto sarà una delle fonti per la stesura della Divina Commedia. Verrà poi consultato anche da Cristoforo Colombo per riceverne consiglio a posteriori della scoperta dell'America e nel 1493 l'isola venne inserita anche in un'incisione dell'opera universale (racconto che parte dall'inizio della storia, con Adamo ed Eva, e giunge fino al presente) dell'umanista Hartmann Shedel. Rappresentata ad ovest rispetto alle isole Canarie, l'isola dei santi compare anche in una cartina del 1707 (vedi figura).

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