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Norme per il digiuno e l'astinenza
Pubblicato il 01-03-2017 - Digiuno


CHI È TENUTO ALL’OSSERVANZA DELLE LEGGI DELL’ASTINENZA E DEL DIGIUNO?
Alla legge dell'astinenza sono tenuti tutti i fedeli che abbiano compiuto il quattordicesimo anno di età.
Alla legge del digiuno sono tenuti tutti i fedeli dai ventuno anni di età ai sessanta incominciati.
I pastori d’anime ed i genitori formino con particolare cura coloro che sono di età inferiore secondo un autentico spirito di penitenza.

IN COSA CONSISTE L’OSSERVANZA DELL’ASTINENZA E DEL DIGIUNO?
La legge dell'astinenza proibisce l'uso delle carni, non però l'uso delle uova, dei latticini e di qualsiasi condimento anche di grasso di animale
Alla legge del digiuno obbliga a fare un unico pasto durante la giornata, ma non proibisce di prendere un po' di cibo al mattino e alla sera, attenendosi, per la quantità e la qualità, alle consuetudini locali approvate

QUANDO SI DEVONO PRATICARE L’ASTINENZA ED IL DIGIUNO?
L'astinenza si osserverà in tutti i venerdì che non cadono in feste di precetto e alla vigilia delle feste di Natale, di Pentecoste, dell’Immacolata e d’Ognissanti.
Il digiuno si osserva nel mercoledì delle Ceneri e nel venerdì della Passione e Morte di Gesù Cristo.

CHI PUÒ ASTENERSI DALLA PRATICA DELL’ASTINENZA E DEL DIGIUNO?
Possono astenersi dalla pratica dell’astinenza:
- I poveri che non hanno altro da mangiare;
- I malati e le donne che allattano o che sono incinte se deboli;
- Gli operai che devono svolgere quotidianamente lavori pesanti;
Possono astenersi dalla pratica del digiuno:
- I poveri che hanno già poco cibo;
- I malati e le donne che allattano o che sono incinte incinte;
- Gli operai che devono svolgere lavori pesanti;
- Coloro che devono svolgere un lavoro intellettuale molto faticoso (e.g. gli studenti in periodo di esami)
- Chi deve intraprendere un lungo viaggio, a condizione che questo non possa essere rimandato o che sia per un’opera di pietà.

«La dottrina sacra è una scienza: in quanto poggia su princìpi conosciuti alla luce di una scienza superiore, cioè della scienza di Dio e dei beati»
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