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Evoluzionismo

Duro colpo all'evoluzionismo: trovate impronte umane di 5,7 milioni di anni fa

David / 21 Mar, 2018
Aprile 2017: il Proceeding of the Geologists’ Association1 riceve lo studio condotto da nove ricercatori2 riguardo la scoperta a Creta di 29 orme che farebbero pensare agli esseri umani. Di dimensioni comprese tra i 9,4cm e i 22,3cm e dalla forma straordinariamente simile a quella degli antenati della specie umana, all’entusiasmo della nuova scoperta si è subito aggiunta la meraviglia per un dato eccezionale: la datazione, ricavata dallo studio della presenza nel terreno dei foraminiferi e della struttura dei sedimenti rocciosi, inizialmente collocava i reperti tra gli 8,5 e i 3,5 milioni di anni fa.


Successivamente però, grazie ad altri studi sulla storia del Mediterraneo e sulla sua regressione nel periodo finale del Miocene, la datazione delle impronte si è potuta stimare con più precisione a 5,7 milioni di anni fa.
Da subito questa scoperta ha causato un vero e proprio terremoto per le tesi evoluzioniste per le quali il genere homo sarebbe comparso “solo” 2,5 milioni di anni fa. Il ritrovamento di questi reperti, qualora appartenenti ad esseri umani, retrodaterebbe quindi la comparsa dell’homo sulla Terra di 3,2 milioni di anni.


Ancora oggi sono in corso nuovi studi per attribuire con certezza le orme, ma la forma dell’impronta sul fossile di Creta rivelerebbe la struttura di un piede di un essere bipede, dalla pianta lunga e le dita corte con un dito più grande degli altri (l’alluce), che non si trova sul lato della pianta come nelle scimmie, ma accanto alle altre dita come negli uomini. Questo ed altri elementi come l’avampiede ben distinto e l’assenza di artigli vertono nettamente in favore di un’attribuzione umana del reperto.
Un ulteriore elemento rivoluzionario per le credenze fin’ora ritenute valide per la scienza è il fatto che questa scoperta metterebbe in discussione la convinzione che l’origine della specie umana sia da collocare nel continente africano. Questo reperto infatti, risalendo a 5,7 milioni di anni fa, costituirebbe il nuovo reperto di un esemplare della specie homo più antico mai trovato.

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1 Proceedings of the Geologists' Association, Volume 128, Issues 5–6, October 2017, Pages 692-693

2 Gerard D. Gierliński, Grzegorz Niedźwiedzki, Martin G. Lockley, Athanassios Athanassiou, Charalampos Fassoulas, Zofia Dubicka, Andrzej Boczarowski, Matthew R. Bennett, Per Erik Ahlberg

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