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Teologia Morale

Esiste l'anima gemella?

David / 08 Apr, 2018
Il concetto - tutto moderno - di "anima gemella" Ŕ molto pericoloso: ci˛ che si vuole passare con questi termini Ŕ la necessitÓ di una persona esattamente uguale a se stessi per avere una vita di coppia felice e di successo.
Questo non fa altro che alzare infinitamente la "asticella" della sufficienza, per cui la tolleranza per la diversitÓ dell'altro Ŕ ridotta al minimo e invece all'altro Ŕ richiesta un'adesione totale al nostro ideale di uomo/donna perfetto.
In buona sostanza il concetto di "anima gemella" non fa che alimentare una costante intolleranza nei confronti delle differenze dell'altro e cosý generare un costante senso di insoddisfazione.
Fino ad un secolo fa, circa, ci˛ che si cercava non era "l'anima gemella", ma l'uomo o la donna "della mia vita". Questo Ŕ fortemente indicativo del cambiamento di mentalitÓ avvenuto in questo ultimo secolo: se prima la ricerca di quello che sarebbe stato proprio marito o propria moglie era basata sulla possibilitÓ di formare una famiglia solida, oggi il criterio di scelta del proprio partner sono diventate le emozioni che l'altro riesce a darmi. La scelta non Ŕ pi¨ basata sul "sarÓ in grado di essere padre/madre dei miei figli?", ma "sarÓ in grado di emozionarmi per tutta la vita?".
Il cambiamento Ŕ evidente: l'essere umano moderno Ŕ alla ricerca di un uomo o una donna che aderisca al proprio ideale di compagno perfetto, con conseguente radicale intolleranza nei confronti delle differenze dell'altro e indisponibilitÓ all'adattamento alle esigenze dell'altro a discapito delle proprie.

Questa rivoluzione nell'ambito relazionale Ŕ indice dell'individualismo egoista ed egocentrico della societÓ moderna, in cui l'altro Ŕ al servizio del proprio ego e in quest'ottica sfruttato. L'altro non Ŕ percepito come proprio pari, ma come strumento per il proprio benessere: un benessere basato sull'intensitÓ delle emozioni che si provano, una vita alla ricerca del costante "sballo emotivo".

Altro elemento storico che ha accentuato in misura notevole questo fenomeno Ŕ stata la cosiddetta "rivoluzione sessuale", che se inizialmente aveva come scopo quello di sdoganare la sessualitÓ a livello comunicativo (poter parlare liberamente del sesso), di fatto signific˛ la liberalizzazione e svalutazione dell'atto sessuale come puramente spontaneo e istintivo, alla pari degli animali. Questo caus˛ la strumentalizzazione dell'altro per il proprio piacere. Questa mentalitÓ - moralmente scorretta - venne giustificata con la "consensualitÓ", per cui se entrambi sono disposti a farsi sfruttare dall'altro in cambio di piacere sessuale l'atto cessa di essere moralmente scorretto.
Applicata all'ambito sessuale (che seppur negato rimane intrinsecamente legato alla sfera affettiva), quest'ideologia si allarg˛ anche alla sfera delle relazioni, per cui - come giÓ detto sopra - l'altro non viene percepito come destinatario del dono di sÚ ma come strumento per il proprio benessere emotivo e sessuale.

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