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Preghiera

La preghiera cristiana

Aquinas / 07 Aug, 2018
Sulla preghiera cristiana
La conoscenza solo intellettuale di Dio serve a poco. A questa deve corrispondere necessariamente una adeguata vita spirituale, la quale si esprime principalmente nella preghiera. Base e punto di partenza per una solida vita di preghiera è la Sacra Scrittura, che viene integrata nelle formule di preghiera, che spesso fanno riferimento a quanto Dio stesso ci ha rivelato. La preghiera dei salmi ci aiuta molto a capire il modus orandi dei figli di Dio. In queste preghiere (che non sono solo composizioni poetiche più o meno elaborate) Dio ci ha voluto insegnare come vuole essere lodato, ringraziato e richiesto. Servirsi di esse vuol dire entrare in un dialogo che Dio stesso ha voluto e farlo proprio nel modo da lui stesso scelto. Nei salmi troviamo tutti gli stati d'animo che caratterizzano la nostra vita, valle di lacrime e prolungamento del respiro della Trinità nell'uomo. L'anima è chiamata a diventare sposa della Santissima Trinità e per questo si dedica assiduamente alla preghiera, che altro non è che un dialogo costante tra l’amante di Dio e l'oggetto del suo amore, che proprio perché è infinito necessita da parte dell'uomo - creatura finita - un amore che tenda all'infinito. Per questo in Dio l’anima sperimenta la sua pace, nel suo abbraccio la sua piena realizzazione, in questo rapporto il fine della sua esistenza. E questo avviene anche in chi non sente niente e prega lo stesso. Verrà il tempo della consolazione. Sempre, anche quando lo Sposo non risponde e l'anima sembra annichilita dal peso della tristezza. È quello il momento della fedeltà. È facile essere fedeli nel momento della gioia; nel momento della privazione si manifesta la fedeltà e il valore dell'amore disinteressato.
Possiamo ben dire che tutti coloro che si decidono per una seria vita di preghiera sperimentano insieme alle consolazioni (le gioie pure del Signore) talvolta un senso di smarrimento legato alla desolazione, altro stato dell'anima nella quale si sperimenta la prova della fede nella fedeltà. Ma di questo parleremo un'altra volta. Quello che ci interessa stavolta è tracciare una breve introduzione sulla vita di preghiera. 
Cos'è la preghiera? La preghiera è il dialogo con Dio, è il respiro dell'anima. Se un uomo, una donna, un giovane, un bambino non pregano possiamo dire che è come morto alla vita spirituale. Poiché infatti l’anima è il motore del corpo possiamo dire che colui che non prega è un morto che cammina. La vita cristiana si sviluppa tutta in questo dinamismo, in questo rapporto intimo, personale e anche comunitario con il Signore. Coloro che non vivono questo rapporto sembrano orfani sballottati fra le vicissitudini del mondo, che come un mare in tempesta non esenta nessuno dalle prove della vita. Abbiamo bisogno di riscoprire il senso della preghiera partendo dalle formule collaudate dal tempo ma anche sperimentando la perenne novità dello Spirito di Dio, che talvolta ci chiama a essere solo ascoltatori di quello che egli ci vuole dire. In questo caso si potrebbe iniziare a parlare di una sorta di orazione mentale, sebbene ancora in germe. 
L'orazione mentale.
Per sommi capi questo termine descrive la meditazione, anche se in uno stadio più alto. Essa può essere svolta in molteplici modi: innanzitutto seguendo la via affettiva, cioè mettendo davanti al Signore tutti gli affetti del cuore e proporsi di amare lui soltanto. Si tratta di una preghiera del cuore che tende alla divina unione. Un altro stile di meditazione può identificarsi con la via immaginativa tanto cara anche al grande Sant'Ignazio e alla sua Scuola. In questo tipo di meditazione ci si raffigura agli occhi della mente quei misteri che si vanno meditando. Il terzo modo di meditare si svolge nella via conoscitiva: dal testo sacro (o da un altro testo approvato) si parte per meditare su uno o più punti che da esso si possono estrarre. Ma anche in questo caso si tratta di una meditazione: le considerazioni che vengono astratte dal testo non devono avere un carattere puramente accademico ma devono essere lo sprone per considerazioni inerenti alla vita spirituale. Svolgere la propria orazione mentale dinanzi al Santissimo senza pronunciare nulla ma tendendo alla unione con Dio Padre per mezzo del Figlio nello Spirito Santo è quanto di più bello e santo possiamo fare, in quanto questa via unitiva ci condurrà all'ascolto e alla adorazione del divino volere. Le divine ispirazioni, che sono frutto di questo dialogo di amore fra lo Sposo (Dio) e la sposa (l'anima), potranno poi essere presentate al direttore spirituale (ispirazioni approvate) per un discernimento più approfondito.
Un'altra considerazione su cui varrebbe la pena soffermarsi è il discernimento degli spiriti, ma di questo ci occuperemo in un altro articolo.

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