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Mariologia

Stabat Mater

Aquinas / 15 Sep, 2018
La riflessione sulla festività di oggi prende l'avvio da alcuni spunti che, come immagini antiche ma tanto evocative, mi ha lasciato il predicatore nella messa odierna. Tali immagini tracciano un significativo parallelo tra noi e i paradigmi dell'arte e della letteratura medievale, che ben esponevano al popolo, per immagini, la comprensione di misteri piu alti.
Se entriamo nello specifico possiamo affermare che una solida riflessione sul mistero della Vergine Addolorata può essere tratta proprio dalle prime battute della sequenza, prevista per la messa di oggi, ad opera con buona probabilità di Fra Jacopone da Todi che, nonostante i trascorsi burrascosi e spesso contrastanti della sua vita sia religiosa sia civile, ha trasmesso alla cristianità delle pagine mirabile.

«Stabat Mater dolorosa»: l'imperfetto latino («stabat») indica una condizione continuativa nel tempo. Questo stare della Madre presso la croce, quindi, assume per certi versi un significato di eternità: la condizione perenne della Madre del Redentore che sta accanto alla croce. Proprio per questo potremmo affermare che dove si trova la croce possiamo essere certi di trovare anche Maria. Nel mistero Mirabile della redenzione umana si inserisce quindi una ulteriore specificazione. Non è un dogma di fede quello della Corredenzione, ma è un concetto assai utile per comprendere l'apporto di Maria Santissima all'opera della salvezza. Ella è infatti principale collaboratrice dell'economia della salvezza messa in atto efficacenente della Santissima Trinità. Senza il suo tramite l'umanità avrebbe potuto sperare ben poco. Col suo fiat il genere umano ha potuto offrire a a Dio il fiore e il frutto più bello delle sue generazioni: la Vergine Figlia di Sion, concepita senza la macchia del peccato originale in vista della sua missione di essere Madre dell'Autore della vita! La sua mediazione potente si esprime nella continua generazione dei figli di Dio nell'amore e nel dolore. Maria è immagine della Chiesa, che dalla croce del Signore (mediante i sacramenti, che dall'umanità perfetta di Cristo - nell'unione ipostatica - traggono origine ed effucacia) genera continuamente nuovi figli di Dio, membri del suo Corpo mistico ed eredi del Paradiso. Maria-Chiesa è quella Donna cui si richiama esplicitamente l'Apocalisse (la Donna vestita di sole, in cinta, che geme per le doglie e il travaglio del parto). L'aggettivo «dolorosa» merita una specificazione: esso esprime una proprietà stabile e diffusiva. Non si può intendere come simile al participio passato («addolorata») o al participio presente («dolente») del verbo cui fa riferimento. Il termine «dolorosa» esprime il suo possesso e la perfetta gestione del suo dolore. Tramite questa sofferenza il fiore, Maria spande il suo profumo, sparge nel mondo le sue proprietà: con quel dolore genera i suoi figli e versa sulle anime il sangue prezioso (da «pretium») di suo Figlio, Agnello immolato. In quel dolore accoglie tutto il gregge di Cristo figurato nel Discepolo prediletto, nella sua sofferenza feconda.
«Juxta crucem»: la traduzione «presso» è troppo poco. Per comprendere bene questo termine dobbiamo riandare al verbo «stare»: Maria è legata alla croce come Corredentrice del genere umano e Mediatrice universale. L'opera dell'Incarnazione e quella della Croce fanno parte dello stesso momento ineffabile: quello della Redenzione. Quindi la maternità di Maria non si ferma alla generazione del Figlio di Dio, ma prosegue in maniera mistica per la salvezza di ogni anima (nella generazione dei figli di Dio), redenta dal Sangue di Cristo, che - umanamente parlando - è sangue di Maria.
L'aggettivo «lacrimosa» fa riferimento a «dolorosa»: le lacrime di Maria in unione al Sangue di Cristo offerto al Padre nello Spirito ci donano l'accesso al Regno di Dio chiuso per la disobbedienza di Adamo. La superbia di Eva è schiacciata dall'umiltà di Maria. La tracotanza della progenitrice è sanata dall'obbedienza della Genitrice di Dio Figlio.
Nelle lacrime e nel sangue Maria (amata, stella, prediletta), nella sua sofferenza amara come il mare ci presenta (come mirabilmente esplicitato nella Pietà di Michelangelo) il Corpo di Cristo che, col suo gesto eucaristico, è stato offerto al Padre in sacrificio e a noi in sacramento.
La festa di oggi è festa "eucaristica".

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