Home | Chi siamo | Newsletter | Contattaci | Login
Lo scrisse... Questions Somma Teologica Prega Collabora
Lo scrisse...

Cerca

Trovati 37 risultati per "Chiesa"
Atti degli Apostoli, 8, 1
Tags: Paolo perseguita la Chiesa, Martirio di santo Stefano
Riguardo: Corpo Paolino
Atti degli Apostoli, 9, 4
Tags: Conversione di san Paolo sulla via di Damasco, Paolo perseguita la Chiesa
Riguardo: Corpo Paolino
Codice di Diritto Canonico, 205
Tags: Comunione con la Chiesa
Riguardo: Diritto Canonico
Didaché, 9.4
La Didaché offre un'analogia tra Eucaristia e Chiesa, evidenziandone la cattolicità.
«Come questo pane spezzato era prima sparso qua e là, su per i colli e, raccolto, divenne una cosa sola, così si raccolga la tua Chiesa dai confini della terra nel tuo regno; poiché tua è la gloria e la potenza, per Gesù Cristo nei secoli!»
Tags: Cattolicità, Eucaristia, Eucarestia, Ecclesiologia, Chiesa
Riguardo: Patrologia
Gaudium et Spes, 22
«E ciò vale non solamente per i cristiani, ma anche per tutti gli uomini di buona volontà, nel cui cuore lavora invisibilmente la grazia. Cristo, infatti, è morto per tutti e la vocazione ultima dell'uomo è effettivamente una sola, quella divina; perciò dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a tutti la possibilità di venire associati, nel modo che Dio conosce, al mistero pasquale.»
Tags: Salvezza fuori dalla Chiesa, Extra Ecclesiam nulla salus, Salus extra Ecclesiam non est, Fuori dalla Chiesa non c'è salvezza
Lettera ai Galati, 1, 13
Tags: Paolo perseguita la Chiesa
Riguardo: Corpo Paolino
Lettera del sinodo di Serdica
~343
«Questa infatti risulterà essere la cosa migliore e più appropriata: se i sacerdoti del Signore da tutte le singole province facciano riferimento al capo, cioè alla sede dell'apostolo Pietro»
Tags: Primato della Chiesa di Roma, Primato petrino, Primato della sede romana
H. Denzinger, Enchiridion Symbolorum, n°136
Riguardo: Ecclesiologia
Lumen Gentium, 8
«Per una analogia che non è senza valore, quindi, [la Chiesa] è paragonata al mistero del Verbo incarnato»
Tags: Analogia Chiesa-Verbo
Prima lettera ai Corinzi, 15, 9
Tags: Paolo perseguita la Chiesa
Sacrosanctum Concilium, 10
Tags: Liturgia come fonte della vita spirituale della Chiesa
Riguardo: Sacramenti
Seconda lettera di Clemente, 14, 1-4
«Solo facendo la volontà di Dio, o fratelli, noi apparterremo dunque alla prima Chiesa, quella spirituale, che fu creata prima del sole e della luna... Scegliamo allora di appartenere alla Chiesa di vita, per essere salvati. Voi non ignorate, penso, che la Chiesa vivente è il corpo di Cristo, giacché la Scrittura dice: «Dio fece l'uomo maschio e femmina»; il maschio, è Cristo; la femmina, è la Chiesa. Anche i libri dei profeti e gli apostoli insegnano che la Chiesa non è di oggi, ma esiste fin dal principio; essa era spirituale proprio come il nostro Gesù, e fu manifestata negli ultimi giorni per salvarci. E la Chiesa
che era spirituale è divenuta visibile nella carne di Cristo, mostrandoci cosi che chi la conserverà nella propria carne senza corromperla, la riceverà nello Spirito Santo; poiché questa carne è la copia dello Spirito: chiunque pertanto corrompe la copia non può partecipare all'originale. Ciò significa dunque, o fratelli: rispettate la carne se volete aver parte allo Spirito. Se diciamo che la carne è la Chiesa e lo Spirito è Cristo, ne consegue che colui che oltraggia la carne oltraggia la Chiesa. Costui quindi non potrà partecipare allo Spirito che è il Cristo»
Tags: Chiesa corpo di Cristo, Appartenenza alla Chiesa visibile
Riguardo: Patrologia
sant'Agostino, Enarrationes in Psalmos, 115.6
«Dica dunque a Dio questo suo servo: Molti si dànno il nome di martiri e di servi tuoi, o Signore, perché hanno il tuo nome; appartenendo però a varie eresie e errori ed essendo fuori della tua Chiesa, tutti costoro non sono figli della tua serva; io invece sono e tuo servo e figlio della tua serva»
Tags: Martiri, Eretici, Chiesa
Riguardo: Patrologia
Sant'Agostino d'Ippona, en. Ps., 85.1
«Dio non avrebbe potuto elargire agli uomini dono più grande di quello di costituire loro capo lo stesso suo Verbo per cui mezzo aveva creato l’universo, unendoli a lui come membra, in modo che egli fosse figlio di Dio e figlio dell’uomo, unico Dio insieme con il Padre, unico uomo insieme con gli uomini. Ne segue che, quando parliamo a Dio e preghiamo, non dobbiamo separare da lui il Figlio, e quando prega il corpo del Figlio, esso non ha da considerarsi staccato del suo capo; per cui la stessa persona, l’unico salvatore del corpo mistico, il Signore nostro Gesù Cristo, Figlio di Dio, è colui che prega per noi, che prega in noi e che è pregato da noi. Prega per noi come nostro sacerdote; prega in noi come nostro capo; è pregato da noi come nostro Dio. Riconosciamo dunque in lui la nostra voce, e in noi la sua voce»
Tags: Chiesa Corpo di Cristo
Riguardo: Patrologia
San Cipriano di Cartagine, De cathoicae ecclesiae unitate, 6
«Habere non potest Deum patrem qui ecclesiam non habet matrem»
Tags: Extra Ecclesiam nulla salus, Salvezza fuori dalla Chiesa
Riguardo: Patrologia
San Cipriano di Cartagine, De catholicae ecclesiae unitate, 4: Testo del primato
«Allo stesso [Pietro], dopo la risurrezione, [Gesù] dice: Pasci le mie pecore. Sopra di lui edifica la Chiesa e a lui affida le pecore da pascere. E quantunque a tutti gli Apostoli attribuisca eguale potere, tuttavia egli istituì un’unica cattedra, stabilendo in essa, con l’autorità della sua parola, l’origine e il motivo dell’unità. Certamente anche gli altri Apostoli erano nella stessa dignità di Pietro, ma a Pietro è conferito il primato, perché una apparisse la Chiesa e una la cattedra. Tutti certamente sono pastori, ma il gregge è presentato come uno solo, per essere pasciuto da tutti gli Apostoli stretti da unanime consenso. E chi non conserva questa unità della Chiesa, si illude di conservare la fede? Chi abbandona la cattedra di Pietro, su cui è stata fondata la chiesa, si illude di restare nella Chiesa?»
Tags: Chiesa fondata su Pietro
Riguardo: Patrologia
San Cipriano di Cartagine, De catholicae ecclesiae unitate, 4: Textus receptus
«Se si considerano ed esaminano queste cose non c’è bisogno di lunga
discussione, né di argomentazioni. E una prova che conduce facilmente alla convinzione per la via breve della verità. Il Signore parla a Pietro in questi termini: Io ti dico che tu sei Pietro, e sopra questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che legherai sulla terra resterà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra resterà sciolto nei cieli.
“Sopra uno solo egli edifica la Chiesa. E quantunque dopo la sua risurrezione egli attribuisca a tutti gli Apostoli un eguale potere dicendo: Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi; ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi, a chi li riterrete saranno ritenuti; tuttavia per esprimere l’unità, stabilì con la sua autorità che l’origine di quella unità stessa derivasse da uno solo. Certamente anche gli altri Apostoli godevano della stessa dignità di Pietro ed erano insigniti di eguale partecipazione di onore e di potere, ma l’inizio parte dall’unità, in modo che la Chiesa apparisca una sola.
“Questa Chiesa stretta in unità viene anche designata nel Cantico dei Cantici dallo Spirito Santo, che parla nella persona del Signore e dice: Una sola è la mia colomba, la mia perfetta, l’unica di sua madre, la preferita di colei che l’ha generata. E chi non conserva questa unità della Chiesa, s’illude di conservare la fede? Chi s’oppone e resiste alla Chiesa, s’illude di restare in essa? Mentre invece il beato apostolo Paolo insegna questa stessa verità e dimostra il mistero di questa unità dicendo: Uno è il corpo e uno lo spirito, una la speranza della vostra vocazione, uno il Signore, una la fede, uno il battesimo, uno Dio»
Tags: Chiesa fondata su Pietro
Riguardo: Patrologia
San Cipriano di Cartagine, Epistula, 66.8
«Scire debes episcopum in ecclesia esse et ecclesiam in episcopo, et si quis in episcopo non sit in ecclesia non esse»
Tags: Vescovo e Chiesa, Vescovi e Chiesa
Riguardo: Patrologia
San Cipriano di Cartagine, Epistula, 73.21
«Salus extra ecclesiam non est»
Tags: Extra Ecclesiam nulla salus, Salvezza fuori dalla Chiesa
Riguardo: Patrologia
San Cipriano di Cartagine, Epistula 33, 1
«La chiesa riposa sui vescovi e ogni suo atto è governato dagli stessi capi. Essendo così stabilito per legge divina, mi meraviglia l’audacia e la temerarietà di alcuni che mi hanno scritto a nome della chiesa, mentre la chiesa è fondata sui vescovi, sul clero e su quelli che sono rimasti fedeli (stantes). Dio ci guardi e la misericordia divina e la potenza invincibile del Signore non permetta che si chiami chiesa un gruppo di lapsi, dal momento che sta scritto che ‘Dio non è il Dio dei morti, ma dei viventi»
Tags: Laici, Chiesa
Clemente Romano, Lettera ai Corinti, 41,1-42,4
Tags: Ordine gerarchico fra i membri della Chiesa, Gerarchia ecclesiastica
H. Denzinger, Enchiridion Symbolorum, n°101
Riguardo: Patrologia
Gaudenzio di Brescia, Tratt. 2, 68, 31-32
«Il Paraclito esercita sul corpo mistico la stessa azione che esercitò sul corpo fisico di Cristo. Il Redentore, infatti, nacque per opera dello Spirito Santo e, poiché era conveniente che in lui si compisse ogni giustizia, entrate nelle acque del battesimo per consacrarle, fu pieno di Spirito Santo, disceso su di lui, in forma di colomba. Lo dichiara espressamente l’Evangelista: “Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano” (Lc 4,1)»
Tags: Corpo Mistico, Chiesa, Battesimo di Gesù, Paraclito, Azione dello Spirito Santo sulla Chiesa
Riguardo: Cristologia
Mons. Brunero Fiorello Gherardini, Concilio Ecumenico Vaticano II, il discorso mancato, 76
Tags: Concilio Vaticano II, CVII, Postconcilio, Post-concilio, Chiesa postconciliare, Chiesa post-conciliare
sant'Ignazio di Antiochia, Lettera ai Filadelfi, 4
Ignazio di Antiochia esorta tutti i cristiani alla celebrazione della stessa Eucaristia.
«Studiatevi pertanto di far uso della stessa Eucaristia, perché una sola è la carne di Gesù Cristo, Signor nostro, e uno solo è il Calice nell’unità del Sangue di lui, uno solo l’altare, come uno solo è il vescovo col collegio dei preti e coi diaconi, conservi miei. E tutto ciò che farete in quest’ordine, fatelo secondo Dio»
Tags: Ecclesiologia, Eucaristia, Eucarestia, Unità della Chiesa
Riguardo: Patrologia
sant'Ignazio di Antiochia, Lettera ai Romani, Indirizzo e saluto
All'inizio della Lettera ai Romani sant'Ignazio di Antiochia afferma che la Chiesa di Gesù Cristo «in Roma presiede», chiara affermazione della superiorità della chiesa di Roma sulle altre chiese.
«Ignazio, chiamato anche Teofòro, alla Chiesa che è oggetto della misericordia nella munificenza del Padre altissimo e di Gesù Cristo, suo unico Figlio; amata e illuminata per volontà di Colui che ha voluto tutte le cose che sono, secondo la carità di Gesù Cristo, nostro Dio; che in Roma presiede degno di Dio, venerabile, degna d’essere chiamata beata, degna di lode e di felice successo; adorna di candore, che presiede alla carità, che ha la legge di Cristo e porta il nome del Padre. Questa Chiesa io saluto nel nome di Gesù Cristo, Figlio del Padre. A quelli poi, uniti nella carne e nello spirito ad ogni suo precetto, ripieni inseparabilmente della grazia di Dio, e lontani da ogni estranea macchia, molti saluti e l’augurio della gioia pura in Gesù Cristo, nostro Dio.»
Tags: Primato della Chiesa di Roma
Riguardo: Patrologia
sant'Ireneo di Lione, Adversus Haereses, 1.10.1-2
«La Chiesa, benché disseminata su tutto il mondo abitato fino ai confini della terra, ricevette dagli apostoli e dai loro discepoli la fede in un solo Dio. [...] Ricevuto, come abbiamo detto, questo messaggio e questa fede, la Chiesa, benché disseminata in tutto il mondo, lo custodisce con cura come se abitasse una sola casa; allo stesso modo crede in queste verità, come se avesse una sola anima e lo stesso cuore; in pieno accordo queste verità proclama, insegna e trasmette, come se avesse una sola bocca. Le lingue del mondo sono diverse, ma la potenza della Tradizione è unica e la stessa. Né le Chiese fondate nelle Germanie hanno ricevuto o trasmettono una fede diversa; né quelle fondate nelle Spagne o tra i Celti o nelle regioni orientali o in Egitto o in Libia o nel centro del mondo [=le chiese di Roma ed Italia]. Ma come il sole, la creatura di Dio, è in tutto il mondo uno solo e il medesimo, così la luce spirituale, il messaggio della verità, dappertutto risplende e illumina tutti gli uomini che vogliono giungere alla conoscenza della verità. Né, tra i capi delle chiese, colui che è molto abile nel parlare insegnerà dottrine diverse da queste: — nessuno, infatti, è al di sopra del Maestro — né chi non è abile nel parlare impoverirà la Tradizione. Siccome la fede è una sola e sempre la stessa, né chi è molto abile nel parlare di essa l’arricchisce, né chi è poco abile la impoverisce»
Tags: Tradizione universale, Chiesa, Abilità oratoria
Riguardo: Patrologia
sant'Ireneo di Lione, Adversus Haereses, 3.1.1
«Non attraverso altri noi abbiamo conosciuto l’economia della nostra salvezza, ma attraverso coloro i quali il Vangelo è giunto fino a noi. Quel Vangelo essi allora lo predicarono, poi per la volontà di Dio ce lo trasmisero in alcune scritture perché fosse fondamento e colonna della nostra fede. Non si può dire che lo predicarono prima di aver ricevuto la conoscenza perfetta, come alcuni osano dire, vantandosi di essere correttori degli Apostoli. Infatti, dopo che il Signore fu risuscitato dai morti ed essi furono rivestiti della potenza proveniente dall’alto grazie alla discesa dello Spirito Santo, allora furono pieni di certezza su tutte le cose ed ebbero la conoscenza perfetta; andarono allora fino alle estremità della terra a predicare il Vangelo dei beni che ci vengono da Dio e ad annunciare agli uomini la pace celeste: essi avevano tutti insieme e ciascuno singolarmente il Vangelo di Dio»
Tags: Successione apostolica, Chiesa, Tradizione
Riguardo: Patrologia
sant'Ireneo di Lione, Adversus Haereses, 3.3.1
«Dunque la Tradizione degli apostoli, manifestata in tutto quanto il mondo, possono vederla in ogni Chiesa tutti coloro che vogliono vedere la Verità e noi possiamo enumerare i vescovi stabiliti dagli apostoli nelle Chiese e i loro successori fino a noi. Ora essi non hanno insegnato né conosciuto sciocchezze come quelle che insegnano costoro. Infatti, se gli apostoli avessero conosciuto misteri segreti, che avrebbero insegnato a parte e di nascosto ai perfetti, certamente prima di tutto li avrebbero trasmessi a coloro ai quali affidavano le Chiese stesse. Volevano infatti che fossero assolutamente perfetti e irreprensibili in tutto coloro che lasciavano come successori, trasmettendo loro la propria missione di insegnamento. Se essi avessero capito correttamente, ne avrebbero ricavato grande profitto, se invece fossero falliti, ne avrebbero ricavato un danno grandissimo»
Tags: Successione apostolica, Tradizione apostolica, Chiesa
Riguardo: Patrologia
sant'Ireneo di Lione, Adversus Haereses, 3.3.2
«Ma poiché sarebbe troppo lungo in quest’opera enumerare le successioni di tutte le Chiese, prenderemo la Chiesa grandissima e antichissima e a tutti nota, la Chiesa fondata e stabilita a Roma dai due gloriosissimi apostoli Pietro e Paolo. Mostrando la Tradizione ricevuta dagli Apostoli e la fede annunciata agli uomini che giunge fino a noi attraverso le successioni dei vescovi confondiamo tutti coloro che in qualunque modo, o per infatuazione o per vanagloria o per cecità e per errore di pensiero, si riuniscono oltre quello che è giusto. Infatti con questa Chiesa, in ragione della sua origine più eccellente, deve necessariamente essere d’accordo ogni Chiesa, cioè i fedeli che vengono da ogni parte—essa nella quale per tutti gli uomini sempre è stata conservata la Tradizione che viene dagli Apostoli»
Tags: Successione apostolica, Tradizione apostolica, Chiesa di Roma
Riguardo: Patrologia
sant'Ireneo di Lione, Adversus Haereses, 3.3.3
«Dunque, dopo aver fondato ed edificato la Chiesa, i beati apostoli affidarono a Lino il servizio dell’episcopato; di questo Lino Paolo fa menzione nelle lettere a Timoteo. A lui succede Anacleto. Dopo di lui, al terzo posto a partire dagli apostoli, riceve in sorte l’episcopato Clemente, il quale aveva visto gli apostoli stessi e si era incontrato con loro ed aveva ancora nelle orecchie la loro predicazione e davanti agli occhi la loro Tradizione. E non era il solo. Perché allora restavano ancora molti che erano stati ammaestrati dagli apostoli. Dunque, sotto questo Clemente, essendo sorto un contrasto non piccolo tra i fratelli di Corinto, la Chiesa di Roma inviò ai Corinzi una importantissima lettera per riconciliarli nella pace, rinnovare la loro fede e annunciare la Tradizione che aveva appena ricevuto dagli apostoli: un solo Dio onnipotente, creatore del cielo e della terra e plasmatore dell’uomo, il quale ha fatto venire il diluvio, ha chiamato Abramo, ha fatto uscire il popolo dalla terra d’Egitto, ha conversato con Mosè, ha stabilito la Legge e inviato i profeti ed ha preparato il fuoco per il diavolo e i suoi angeli. Che questo Dio è annunciato dalla Chiesa come Padre del nostro Signore Gesù Cristo, chi vuole lo può apprendere da questo stesso scritto, come pure può conoscere la Tradizione apostolica della Chiesa, essendo quella lettera più antica di coloro che ora insegnano falsamente e immaginano un altro Dio al di sopra del Demiurgo e Creatore di tutto ciò che esiste.
A questo Clemente succede Evaristo e ad Evaristo Alessandro; poi, come sesto a partire dagli Apostoli, fu stabilito Sisto; dopo di lui Telesforo, che dette la sua testimonianza gloriosamente; poi Igino, quindi Pio e dopo di lui Aniceto. Dopo che ad Aniceto fu succeduto Sotere, ora, al dodicesimo posto a partire dagli apostoli, tiene la funzione dell’episcopato Eleutero. Con questo ordine e queste successioni è giunta fino a noi la Tradizione che è nella Chiesa a partire dagli apostoli e la Predicazione della verità. E questa è la prova più completa che una e medesima è la Fede vivificante degli apostoli, che è stata conservata e trasmessa nella Verità»
Tags: Tradizione apostolica, Successione apostolica, Chiesa di Roma
Riguardo: Patrologia
sant'Ireneo di Lione, Adversus Haereses, 4.26.2
«Perciò si debbono ascoltare i presbiteri che sono nella Chiesa: essi sono i successori degli apostoli, come abbiamo dimostrato, e con la successione nell’episcopato hanno ricevuto il carisma sicuro della verità secondo il beneplacito del Padre; mentre tutti gli altri, che si separano dalla successione originaria e si riuniscono in qualunque modo, si devono guardare con sospetto, o come eretici che insegnano false dottrine o come scismatici orgogliosi e vanagloriosi o ancora come ipocriti che lavorano per guadagno e vanagloria»
Tags: Chiesa, Necessità del sacerdozio
Riguardo: Patrologia
Sant'Ireneo di Lione, Adversus Haerses, III, 24
«Conserviamo con cura questa fede che abbiamo ricevuto dalla Chiesa, perché, sotto l’azione dello Spirito di Dio, essa, come un deposito di grande valore, chiuso in un vaso prezioso, continuamente ringiovanisce e fa ringiovanire anche il vaso che la contiene»
Tags: Fede della Chiesa, Tradizione ecclesiale
Johannes Quasten, Patrologia, 93
J. Quasten tratta la condizione della Chiesa di Roma della prima metà del II sec. facendo riferimento al Pastore di Erma
Tags: Chiesa romana, Chiesa di Roma, Pastore di Erma
Riguardo: Patrologia
Thomas Spidlik, Noi nella Trinità, 69-82
Lipa Edizioni, Abilgraf 2000
T. Spidlick tratta nel capitolo VI dei seguenti argomenti:
- Il matrimonio
- Il matrimonio e la Chiesa
- Il matrimonio come immagine di una realtà superiore
- Il matrimonio e la verginità
- L'amicizia
Tags: Trinità, Chiesa domestica, Famiglia, Relazioni umane
Riguardo: Trinitaria
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, III, q.8
Tags: Cristo capo della Chiesa
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, III, q.8
Tags: Chiesa, Corpo mistico di Cristo
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, III, q.8
Tags: Grazia di Cristo Capo della Chiesa
Riguardo: Tomismo
Vincenzo di Lerino, Commonitorio, 29
«A questo punto penso sia giunto il momento di ricapitolare, alla fine di questo secondo Commonitorio, tutto ciò che è stato trattato nei due Commonitori. Nel primo ho detto che i cattolici hanno avuto sempre la consuetudine, come l’hanno tuttora, di determinare la vera fede in due modi: con l’autorità della Scrittura divina e con la tradizione della Chiesa Cattolica. Non che la Scrittura da sola non sia sufficiente in ogni caso, ma perché molti, interpretando a loro piacere le parole divine, finiscono con l’inventare una quantità incredibile di dottrine erronee. Per questo motivo è necessario che l’esegesi della Scrittura divina sia guidata dall’unica regola del senso ecclesiastico, specialmente in quelle questioni che toccano le fondamenta di tutto il dogma cattolico.
Ho parimenti affermato che nella stessa Chiesa bisogna tener conto dell’universalità e dell’antichità, affinché non ci accada di staccarci dall’unità del tutto e di finire, disgregati, nel frammentarismo particolaristico dello scisma, o di precipitare dalla fede antica in novità eretiche.
Ho detto, inoltre, riguardo all’antichità, che bisogna a tutti i costi tener presente due cose e a esse aderire profondamente se non si vuole diventare eretici: primo, vedere se anticamente c’è stato qualche decreto da parte di tutti i vescovi della Chiesa Cattolica, emanato sotto l’autorità di un concilio universale; quindi, nel caso che sorga una questione nuova intorno alla quale nulla si trovi che sia stato definito, ricorrere alle sentenze dei Padri, a quelli soli però che, per aver dimorato nei loro tempi e nei loro luoghi nell’unità della comunione della fede, sono divenuti maestri approvati. Tutto ciò che si trova che essi hanno ritenuto senza timore alcuno come espressione della vera fede cattolica»
Tags: Ricorso ai Padri, Patrologia, Padri della Chiesa
Riguardo: Patrologia
Ricerca avanzata
Filtra i risultati


Tematiche