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Trovati 4 risultati per "Concezione immacolata di Maria"
Sant'Agostino d'Ippona, C. Iul. op. imp, 4.122
«Non dico che gli uomini non vengono liberati nemmeno per mezzo della grazia…Ma diciamo ciò che tu non vuoi: che gli uomini non sono liberati se non per mezzo della grazia, non sola perché siano rimessi a loro i debiti, ma anche perché non siano indotti nella tentazione. Non assegniamo Maria al diavolo per la condizione del nascere, ma per questo; perché la stessa condizione del nascere è risolta dalla grazia del rinascere»
Tags: Concezione immacolata di Maria
Riguardo: Patrologia
Sant'Agostino d'Ippona, De natura et gratia, 36.42
«Escludiamo dunque la santa vergine Maria, nei riguardi della quale per l’onore del Signore non voglio si faccia questione alcuna di peccato. Infatti da che sappiamo noi quanto più di grazia, per vincere il peccato sotto ogni aspetto, sia stato concesso alla Donna che meritò di concepire e partorire colui che certissimamente non ebbe nessun peccato? Eccettuata dunque questa Vergine, se avessimo potuto riunire tutti quei santi e quelle sante durante la loro vita terrena e interrogarli se fossero senza peccato, quale pensiamo sarebbe stata la loro risposta?»
Tags: Concezione immacolata di Maria
Riguardo: Patrologia
Sant'Agostino d'Ippona, Esposizione sui salmi, 142.3
«Mi permetto di richiamare ancora una volta la vostra attenzione, non per insegnarvi cose a voi sconosciute ma soltanto per ricordarvi quanto sapete. Il nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo è il capo del suo corpo, è il mediatore unico fra Dio e l'uomo, lui, l'uomo Gesù, nato dalla Vergine e, per così dire, nella solitudine, come abbiamo sentito dall'Apocalisse. Se parla di solitudine è, a quanto mi sembra, da riferirsi al fatto che lui solo è nato così. Così lo generò la sua Madre, e sua missione sarebbe stata governare il popolo con scettro di ferro. Sua madre poi è la città di Dio del Vecchio Testamento, della quale in un salmo è detto: Cose gloriose sono state dette di te, città di Dio. Questa città inizia con Abele, come la città del male inizia con Caino. Molti secoli conta quindi questa città di Dio, cui tocca sopportare di continuo le vicissitudini della terra mentre lei spera le cose del cielo. Con altri nomi è chiamata Gerusalemme e Sion. Veramente, di un certo individuo nato nella città di Sion pur essendo lui stesso il fondatore della stessa Sion, parla un salmo che dice: Madre Sion, dirà l'uomo. Quale uomo? E si è fatto uomo in essa e lui, l'Altissimo, l'ha fondata. In poche parole, egli stesso si è fatto uomo in Sion, anzi uomo umile; eppure, lui stesso in quanto Altissimo, fondò quella città nella quale poi si sarebbe fatto uomo. Ecco perché quella donna era coperta di sole, cioè del sole stesso della giustizia che è ignorato dagli empi, i quali alla fine diranno: Abbiamo dunque smarrito la via della verità, e la luce della giustizia non è brillata per noi e il sole non è sorto per noi. Esiste dunque un sole di giustizia che non si leva per gli empi, mentre questo sole [Dio] lo fa sorgere sui buoni e sui cattivi. Quanto a quella donna, era rivestita di sole e portava in grembo un figlio maschio e stava sul punto di partorire. Lo stesso e identico personaggio era dunque colui che aveva fondato Sion e che nasceva in Sion, e quella donna era la città di Dio, protetta dalla luce di colui del quale corporalmente era la madre. Si comprende in tal modo anche perché la luna si trovasse sotto i suoi piedi: era perché lei, con la sua virtù, calcava la condizione mortale d'una carne che cresce e decresce»
Tags: Concezione immacolata di Maria
Riguardo: Patrologia
Sant'Agostino d'Ippona, Sermo 51, 11. 18
«In primo luogo, fratelli, non è da passar sotto silenzio la modestia tanto santa della Vergine Maria, perché sia norma di vita per le donne, nostre sorelle. Aveva partorito il Cristo, era andato da lei l'angelo e le aveva detto: Ecco, concepirai nel seno e darai alla luce un figlio che chiamerai Gesù. Egli sarà grande e sarà chiamato Figlio dell'Altissimo. Aveva meritato di dare alla luce il Figlio dell'Altissimo, eppure era umilissima; nemmeno parlando di se stessa prende il primo posto anteponendosi al marito, col dire: "Io e tuo padre", ma: Tuo padre - dice - e io. Non tiene conto della propria dignità di madre, ma bada a rispettare il diverso grado proprio dei coniugi. Il Cristo umile non avrebbe certo insegnato alla propria madre a insuperbirsi. Tuo padre e io, addolorati, andavamo in cerca di te. Essa dice: Tuo padre e io, poiché capo della donna è il marito. Quanto meno devono insuperbire tutte le altre donne! Poiché, se alla stessa Maria è stato dato il nome di "donna", ciò non è perché avesse perduto la verginità, ma perché quello era un appellativo proprio usato dal suo popolo. Anche l'Apostolo infatti, parlando del Signore Gesù Cristo, dice: nato da una donna, ma senza con ciò pregiudicare la regola e il tenore della nostra fede con cui professiamo ch'egli è nato dallo Spirito Santo e dalla Vergine Maria. Questa infatti lo concepì essendo vergine, lo partorì continuando ad esser vergine e rimase sempre vergine. Gli ebrei però chiamavano "donne", secondo l'uso proprio della lingua ebraica, tutte le persone di sesso femminile. Ascolta un esempio quanto mai evidente. La prima donna che Dio creò prendendola dal fianco dell'uomo, prima ancora che s'unisse al marito - cosa che la Scrittura dice avvenuta dopo la loro espulsione dal paradiso - era tuttavia già chiamata "donna", poiché la Scrittura dice: Dio ne formò la donna»
Tags: Concezione immacolata di Maria
Riguardo: Patrologia
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