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Trovati 9 risultati per "Cristiani"
Diciotto benedizioni, Birkat Ha Minim
«Che per gli apostati non vi sia speranza; sradica prontamente ai nostri giorni il dominio dell'usurpazione, e periscano in un istante i Cristiani e gli eretici: siano cancellati dal libro della vita e non siano iscritti con i giusti. Benedetto sei tu, Signore, che schiacci gli arroganti.»
Tags: Ebrei contro Cristiani
Epistola a Diogneto, 5.1-17
«I cristiani non si distinguono dagli altri uomini, né per territorio, né per lingua, né per vestiti. Essi non abitano città loro proprie, non usano un linguaggio particolare, né conducono uno speciale genere di vita. La loro dottrina non è conquista di genio irrequieto d’uomini indagatori; né professano, come fanno alcuni, un sistema filosofico umano. Abitando in città greche o barbare, come a ciascuno è toccato in sorte, ed adattandosi agli usi del paese nel vestito, nel cibo e in tutto il resto del vivere, danno esempio di una loro forma di vita sociale meravigliosa, che, a confessione di tutti, ha dell’incredibile. Abitano la loro rispettiva patria, ma come gente straniera; partecipano a tutti i doveri come cittadini, e sopportano tutti gli oneri come stranieri. Ogni terra straniera è patria per loro, e ogni patria è terra straniera. Si sposano come tutti gli altri e generano figli, ma non espongono i neonati. Hanno comune la mensa, ma non il letto. Vivono nella carne, ma non secondo la carne. Passano la loro vita sulla terra, ma sono cittadini del cielo. Obbediscono alle leggi stabilite, ma con il loro tenore di vita superano le leggi. Amano tutti, e da tutti sono perseguitati. Non sono conosciuti e sono condannati; si dà loro la morte, ed essi ne ricevono vita. Sono poveri e fanno ricchi molti; sono privi di tutto, e di tutto abbondano. Sono disprezzati, e nel disprezzo trovano gloria; si fa oltraggio alla loro fama, e si aggiunge testimonianza alla loro innocenza. Insultati, benedicono; si insolentisce contro di loro, ed essi trattano con riverenza. Fanno del bene. E sono puniti come dei malfattori; e puniti, godono, quasi si dia loro vita. I Giudei fanno loro guerra come razza straniera e gli Elleni li perseguitano; ma coloro che li odiano non sanno dire il motivo del loro odio»
Tags: Potere temporale, Cristiani, Persecuzioni
Riguardo: Patrologia
san Giustino Martire, 1 Apologia, 46.2-4
«Ci è stato insegnato che Cristo è il primogenito di Dio, ed abbiamo già dimostrato che Egli è il Logos di cui fu partecipe tutto il genere umano. Quelli poi che vissero secondo il Logos sono cristiani, anche se passarono per atei, come tra i greci, Socrate, Eraclito e altri simili; tra i barbari, Abramo, Anania, Azaria, Misaele, Elia e molti altri. Sapendo che sarebbe troppo lungo elencarne le opere e i nomi, per il momento li tralasciamo. Anche coloro che, essendo nati prima, non vissero secondo il Logos, furono non-cristiani, anzi nemici di Cristo, uccisori di quanti vivevano secondo il Logos; e invece coloro che vissero e vivono seguendo il Logos sono cristiani, senza paura e senza turbamento»
Tags: Cristiani tra i pagani
Riguardo: Patrologia
san Giustino Martire, 2 Apologia, 10.1-8
«Al di sopra di ogni umana dottrina risplende la nostra, perché su di noi risplende il Logos totale, Cristo fattosi presente tra noi in corpo, ragione ed anima. Tutto ciò che sempre rettamente enunciarono e scoprirono i filosofi e i legislatori, lo scoprirono e lo compresero a fatica secondo il Logos parziale, proprio perché non indagarono secondo il Logos totale che è il Cristo, si contraddissero tra di loro, anzi quanti vissero prima del Cristo tentando di comprendere e confutare le loro dottrine secondo l’umana ragione, furono trascinati dinanzi ai tribunali come empi e cacciatori di novità. Socrate che più di tutti costoro, ebbe tale nobile tensione, fu accusato proprio come noi, perché dicevano che introducesse nuove divinità e non riconoscesse gli dèi, in cui la città credeva, mentre egli invece insegnò all’umanità a rinnegare i demoni del male, autori delle nefandezze narrate nei poeti, esorcizzando dalla repubblica sia Omero sia gli altri poeti, ed esortò a riconoscere, attraverso la ricerca della ragione, il loro Dio ignoto, dicendo né facile scoprire chi è il Padre e il Creatore dell’universo, né senza rischio parlarne a tutti dopo averlo scoperto. Il che operò il nostro Cristo con la potenza che gli era propria; perché, mentre a Socrate nessuno prestò fede, benché testimoniasse con la morte la sua dottrina, a Cristo invece credettero non solo i filosofi e gli amanti della cultura—era Lui infatti e lo è sempre il Logos, che avendo prima predetto il futuro attraverso i profeti, poi insegnò questa dottrina di persona, assoggettandosi a simile passione—ma anche operai, persone del tutto ignoranti, che hanno saputo disprezzare opinioni, paure e morte, poiché operava in Lui la potenza del Padre ineffabile e non a struttura dell’umana natura»
Tags: I Cristiani posseggono l’intera verità, Esempio di Socrate
Riguardo: Patrologia
san Giustino Martire, 2 Apologia, 13.4-6
La verità appartiene ai cristiani.
«[...] quanto è stato espresso rettamente da chiunque, appartiene a noi cristiani: infatti, dopo Dio [Padre] noi adoriamo e veneriamo il Logos, [che proviene] da Dio ingenerato e ineffabile, poiché Egli per noi si fece uomo, affinché, divenuto partecipe delle nostre infermità, potesse anche guarirle. Tutti gli scrittori infatti, per mezzo dell’innato seme del Logos, insito in essi, poterono oscuramente intravedere la realtà. Ma una cosa è un seme e un’imitazione concessa secondo le capacità, altra è l’oggetto stesso, del quale si ha una partecipazione e una imitazione, mediante la grazia che da lui proviene»
Tags: La verità appartiene ai Cristiani
Riguardo: Patrologia
sant'Ignazio di Antiochia, Lettera ai Magnesiaci, 10, 1-3
Ignazio di Antiochia parla delle usanze giudaiche nelle comunità cristiane dei primi secoli, promuovendo la linea della discontinuità nelle usanze.
«1Avvertiamo la sua bontà. Se egli ci imitasse come noi agiamo non ci saremmo più. Perciò divenuti suoi discepoli abbracciamo la vita secondo il cristianesimo. Chi è chiamato con un nome diverso da questo, non è di Dio. 2Gettate via il cattivo fermento, vecchio ed acido e trasformatevi in un lievito nuovo che è Gesù Cristo. In lui prendete il sale perché nessuno di voi si corrompa in quanto dall’odore sarete giudicati. 3È stolto parlare di Gesù Cristo e continuare nel giudaismo. Non il cristianesimo ha creduto nel giudaismo, ma il giudaismo nel cristianesimo, in cui si è riunita ogni lingua che crede il Dio»
Tags: Giudaismo, Ebrei, Usanze giudaiche, Giudeocristiani
Riguardo: Patrologia
Gaio Svetonio, Vita Neronis
Svetonio si riferisce ai cristiani.
«[Nerone] sottopose a supplizio i Cristiani, razza di uomini d'una superstizione nuova e malefica»
Tags: Prove storiche dell'esistenza di Gesù, Figura storica di Gesù, Gesù storico, Cristiani
Riguardo: Storia
Tertulliano, Ad Martyras, 3
«Ma, o voi benedetti, ammettiamo che anche pei Cristiani il carcere sia ragione di dolore. Ma noi siamo pure chiamati alla milizia, del Dio vivente, già allora quando abbiamo risposto con fede ai principi fondamentali dei Sacramenti. Non v'è soldato che corra in guerra, dopo essersi elegantemente e femminilmente preparato; non si avanza in mezzo alle schiere, dopo essersi alzati da comodo letto, ma dopo essere stati sotto tende scomode, malfatte, nelle quali avevano quasi preso dimora ogni asprezza, ogni difficoltà di vita e ogni dolorosa sofferenza. Anche in tempo di pace, dalle fatiche, dalle difficoltà, i soldati imparano a sopportare le asprezze del tempo di guerra. Eccolo a far lunghe marce sotto il peso delle armi, e a correr qua e là per il campo; eccolo a scavar trincee, e a preparare quanto è necessario per la formazione della testuggine. E tutto richiede fatica e sudore; e questo, s'intende, perche il corpo non s'indebolisca, né l'energia dello spirito s'affievolisca. Eccolo passare dall'ombra al sole, dal sole affrontare stagione inclemente; ecco che si riveste della corazza, deponendo così, semplicemente, la veste indossata poco prima; eccolo pronto a passate dal silenzio al clamore guerresco, dalla quiete e dalla serenità al tumulto delle armi tempestoso e violento. E a voi, anime elette, si, lo credo, può essere aspra e dolorosa la prova; ma stimate pure che essa è scuola di virtù per il corpo e per l'anima vostra. Voi state per prepararvi all'agone supremo e magnifico; e l'ordinatore di questo è Iddio vivente e chi l'assiste è lo Spirito Santo: corona di vittoria è l'eternità; come premio, il Regno dei Cieli: la gloria durerà poi eterna nei secoli. E Gesù Cristo, che è vostro maestro e guida suprema, che del Suo Spirito vi segnò ed ha trovato a voi il luogo della vostra prova, volle, prima del giorno del supremo cimento, allontanarvi da quella che sia libertà di vita, per sottoporvi ad un regime più aspro e più rigido assai. Così le forze si sarebbero in voi rinvigorite e accresciute. Lo stesso succede agli atleti: essi sono tenuti ben lontani da tutto ciò che possa affievolire le loro forze. È una disciplina severa di vita che si usa con loro, perche possano accrescere la loro resistenza fisica: e a loro viene impedito l'abbandonarsi, s'intende, ad ogni sfrenatezza di passione, ad ogni incontinenza nel bere o nel prender cibo. Sopportano anche sofferenze, tormenti, fatiche d'ogni specie: ed è naturale che quanto più costoro sono abituati a tal genere di vita, tanto maggiore è la speranza dì vittoria che si può concepire su di loro. E tutte queste sofferenze l'affrontano, dice l'Apostolo, per conquistare corona di gloria terrena, e corruttibile quindi. E noi, che faremo dunque noi, che siamo per ottenere fulgore di gloria imperitura?»
Tags: Soldati Cristiani, Militari Cristiani
Riguardo: Patrologia
Imperatore Traiano, Epistola X, 97
L'imperatore Traiano risponde a Plinio il giovane riguardo le modalità di persecuzione dei cristiani.
«Mio caro Plinio, nell’istruttoria dei processi di coloro che ti sono stati denunciati come Cristiani, hai seguito la procedura alla quale dovevi attenerti. Non può essere stabilita infatti una regola generale che abbia, per così dire, un carattere rigido. Non li si deve ricercare; qualora vengano denunciati e riconosciuti colpevoli, li si deve punire, ma in modo tale che colui che avrà negato di essere cristiano e lo avrà dimostrato con i fatti, cioè rivolgendo suppliche ai nostri dei, quantunque abbia suscitato sospetti in passato, ottenga il perdono per il suo ravvedimento. Quanto ai libelli anonimi messi in circolazione, non devono godere di considerazione in alcun processo; infatti è prassi di pessimo esempio, indegna dei nostri tempi»
Tags: Persecuzioni, Persecuzione dei Cristiani
Riguardo: Patrologia
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