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Trovati 8 risultati per "Divinizzazione dell'uomo"
Gaudium et Spes, 22
«Poiché in lui la natura umana è stata assunta, senza per questo venire annientata per ciò stesso essa è stata anche in noi innalzata a una dignità sublime.
Con l'incarnazione il Figlio di Dio si è unito in certo modo ad ogni uomo»
Tags: Incarnazione, Divinizzazione dell'uomo
Sant'Atanasio, Contra Arianos, 2.70.1-3
«Ciò non sarebbe avvenuto se il Logos fosse stato una creatura: il diavolo, che è una creatura, condurrebbe una battaglia contro un’altra creatura e l’uomo, in mezzo fra i due, sarebbe sempre sottoposto alla morte, poiché non avrebbe uno tramite cui e nel quale, unito a Dio, possa divenire libero da ogni timore. Perché, la verità mostra che il Logos non fa parte delle cose create, ma che piuttosto ne è il creatore. Egli assunse il corpo creato ed umano al fine, rinnovandolo in qualità di demiurgo, di divinizzarlo in se stesso e di condurre tutti noi, in base all’affinità con esso, nel regno dei cieli. L’uomo non sarebbe stato divinizzato se fosse stato unito ad una creatura, ovvero se il Figlio non fosse stato vero Dio, e l’uomo non starebbe da presso al Padre se non fosse stato il naturale e vero Logos del Padre ad indossare il corpo. Come non saremmo stati liberati del peccato e dalla maledizione se la carne indossata dal Logos non fosse stata per natura umana (non avremmo infatti nulla in comune con ciò che è da noi estraneo), così non sarebbe stato divinizzato l’uomo se il Logos che si è fatto carne non derivasse per natura dal Padre e non fosse suo vero e proprio. Tale unione si è verificata perché ciò che per natura è uomo venisse unito a ciò che è proprio per natura della divinità, e la sua salvezza e la sua divinizzazione divenissero sicure. Coloro che negano che il Figlio derivi per natura dal Padre e sia proprio della sua sostanza, neghino anche che egli ha ricevuto una vera carne umana da Maria sempre vergine. Noi uomini non avremmo tratto alcun maggiore vantaggio, se il Logos non fosse stato veramente e per natura Figlio di Dio o se non fosse stata vera la carne che assunse. Ma egli assunse una vera carne, nonostante le follie di Valentino, ed il Logos era per natura e vero Dio, nonostante il delirio dei folli seguaci di Ario; una volta che egli è stato creato uomo per noi, e, come si è detto, ha rinnovato per noi quella via, in quella carne egli è divenuto nostro principio della nuova creazione»
Tags: Divinizzazione dell'uomo
Riguardo: Patrologia
Sant'Atanasio, Contra Arianos, I, 38-39
«Se dunque il Figlio ebbe gloria anche prima della creazione del mondo ed era il Signore altissimo della gloria, discese dal cielo ed è da sempre adorato, non ha subito un miglioramento dopo essere disceso ma è piuttosto lui che ha migliorato ciò che necessitava di essere migliorato, e se discese per migliorarci, non fu chiamato Figlio e Dio per ricompensa, ma piuttosto egli ci rese figli del Padre, e, divenuto egli stesso uomo, divinizzò gli uomini. Non divenne Dio da uomo che era, ma da Dio che era divenne uomo per poterci divinizzare»
Tags: Finalità dell'Incarnazione del Verbo, Divinizzazione dell'uomo
Riguardo: Cristologia
Clemente Alessandrino, Protrettico, IX.86.2
«La pietà, che ha la capacità di rendere l’uomo per quanto è possibile simile a Dio, gli assegna come maestro adatto a lui Dio, il solo che può degnamente operare la somiglianza dell’uomo a Dio»
Tags: Divinizzazione dell'uomo
Riguardo: Patrologia
Gregorio di Nazianzo, Or., 29, 19
«Egli ha preso la tua rozza materialità… affinché io diventi Dio tanto quanto Egli è uomo»
Tags: Ammirevole scambio, Divinizzazione dell'uomo
Riguardo: Cristologia
Sant'Ireneo di Lione, Adversus Haerses, III, 19, 1
«Tale è la ragione per la quale il Verbo si è fatto uomo e il Figlio di Dio figlio dell’uomo: è perché l’uomo, mescolandosi al Verbo e ricevendo l’adozione filiale, diventi figlio di Dio. Non potevamo difatti aver parte all’incorruttibilità e all’immortalità se non fossimo uniti all’incorruttibilità e all’immortalità. Ma come avremmo potuto essere uniti all’incorruttibilità e all’immortalità, se l’incorruttibilità e l’immortalità non si fossero prima fatte quel che noi siamo, affinché ciò che era corruttibile fosse assorbito dall’incorruttibilità e ciò che era mortale dall’immortalità, affinché ricevessimo l’adozione filiale (Gal 4,5)?»
Tags: Finalità dell'Incarnazione del Verbo, Divinizzazione dell'uomo
Riguardo: Cristologia
Sant'Ireneo di Lione, Adversus Haerses, III, 19,3 - 20,1
«Il Figlio di Dio e nostro Signore è Verbo del Padre e Figlio dell’uomo, poiché fu generato come uomo da Maria, che apparteneva al genere umano ed era lei stessa creatura umana. Perciò fu lo stesso Signore a darci un segno nelle profondità della terra e nelle altezze del cielo, un segno che l’uomo non aveva richiesto, perché egli non aveva mai sperato che una vergine potesse diventare madre, partorendo un figlio pur restando vergine. Mai si sarebbe potuto immaginare che questo figlio fosse “Dio con noi” (cfr. Is 7,10-17) e discendesse nelle profondità della terra alla ricerca della pecora che si era smarrita, e che era poi sua creatura. Nessuno avrebbe potuto pensare che risalendo in cielo per offrire e raccomandare al Padre l’uomo che era stato ritrovato, facesse di se stesso la primizia della risurrezione dell’uomo. Infatti come il capo è risuscitato dai morti, così risorgerà anche il resto del corpo, cioè ogni uomo che si troverà a vivere dopo aver compiuto il tempo della condanna che gli era toccata per la disobbedienza […] Il corpo riceve coesione e unità grazie ai vari legami che lo alimentano e lo attivano, secondo la funzione e la posizione di ciascun membro […] Nella casa di Dio ci sono molte dimore, perché vi sono anche molte membra nel corpo […] Generoso fu dunque Dio il quale, venendo meno l’uomo, previde quella vittoria che sarebbe stata ottenuta per mezzo del Verbo. Infatti poiché la potenza trionfava nella debolezza, il Verbo mostrava la bontà e la magnifica potenza di Dio»
Tags: Finalità dell'Incarnazione del Verbo, Divinizzazione dell'uomo
Riguardo: Cristologia
Sant'Ireneo di Lione, Adversus Haerses, V, Prefazione
«Nostro Signore Gesù Cristo il quale, a motivo della sua immensa dilezione, si è fatto ciò che siamo per fare di noi ciò che egli è»
Tags: Finalità dell'Incarnazione del Verbo, Divinizzazione dell'uomo
Riguardo: Cristologia
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