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Trovati 1 risultati per "Elogio funebre di Basilio Magno"
Gregorio di Nazianzo, Elogio funebre di Basilio, 69
«Che poi egli conoscesse meglio d’ogni altro la divinità dello Spirito, risulta chiaro dalle frequenti dichiarazioni ch’egli fece in pubblico al riguardo, quando lo consentiva l’opportunità, e dall’esplicito riconoscimento che ne faceva in privato a coloro che lo interrogavano; più chiaro ancora l’ha reso nei suoi colloqui con me, col quale non aveva segreti nelle conversazioni sull’argomento, senza limitarsi ad una dichiarazione pura e semplice, ma—ciò che prima non gli era accaduto di fare frequentemente—imprecando su di sé la cosa più tremenda, d’essere, cioè, respinto dallo Spirito, s’egli non venerava lo Spirito insieme col Padre e col Figlio, come dotati della stessa sostanza e dello stesso onore. E se si vuol consentirmi di mettermi insieme con lui anche in cose di questa natura, rivelerò un particolare finora ignorato dai più: che allora, cioè, che il momento ci poneva in una situazione difficile, egli assegnò a se stesso la parte del prudente riserbo, ed a noi, invece, quella di parlare con piena franchezza, poiché noi nessuno pensava di processare o di scacciar dalla patria, rispettati come eravamo per il fatto stesso d’essere oscuri, così che per mezzo d’entrambi s’afforzasse il nostro evangelo.
Ho ricordato queste cose, non per difendere il suo nome—chè superiore ai detrattori, se pure ve ne sono, è quest’uomo—ma perché non accada che qualcuno, prendendo come regola di pietà certe espressioni isolate che si trovano negli scritti di lui, ne derivi un indebolimento della sua fede, e porti a sostegno della sua malvagità quella teologia che a Basilio consigliavano il particolare momento e lo Spirito: ma piuttosto, indagando il vero significato degli altri scritti e lo scopo con cui scriveva queste cose, sia tratto di più verso la verità a chiuda agli empi la bocca. Quanto a me, possa io avere, e così chiunque m’è caro, la teologia di Basilio! E sono tanto sicuro della purezza della sua fede in questa cose, che non esito a farla mia con tutte le altre: s’ascrivano a lui le mie cose, ed a me le sue, innanzi a Dio ed ai più saggi fra gli uomini! Certo noi non diremo che gli Evangelisti si contraddicono tra loro, per il fatto che alcuni si sono di più intrattenuti sull’umanità di Cristo, altri si sono innalzati alla considerazione della sua divinità; gli uni hanno cominciato da ciò ch’è a nostro livello, gli altri da ciò ch’è al di sopra di noi: gli è che così essi s’erano divisa la predicazione, secondo l’utile—credo—di quelli che la ricevevano, e così li aveva improntati lo Spirito ch’era in loro»
Tags: Elogio funebre di Basilio Magno, Discrezione riguardo lo Spirito Santo
Riguardo: Patrologia
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