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Trovati 1 risultati per "Isacco figura di Cristo"
Origene, Omelie sulla Genesi, 8.6-9
«Dopo, Abramo prese la legna per il sacrificio e la caricò sopra suo figlio Isacco; prese nelle sue mani il fuoco e la spada e si avviarono insieme. In quanto Isacco porta lui stesso la legna per il sacrificio, è figura di Cristo che portò lui stesso la croce: tuttavia portare la legna per il sacrificio è compito del sacerdote. Perciò Cristo è insieme vittima e sacerdote. Quel che segue, si avviarono tutti e due insieme, si riferisce proprio a questo: mentre infatti Abramo, che si accingeva a sacrificare, portava il fuoco e il coltello, Isacco non va dietro a lui ma insieme con lui, perché si veda che anche lui, insieme con quello, funge parimenti da sacerdote. Che cosa avviene dopo? Isacco disse a suo padre Abramo: Padre. In questo momento la voce che proviene dal figlio è una tentazione: immagini infatti in che modo il figlio che stava per essere immolato abbia sconvolto con questa parola le viscere del padre? E benché Abramo fosse inflessibile in forza della fede, tuttavia anch’egli ricambia una parola d’affetto e dice: Che cosa c’è, figlio? E quello: Ecco il fuoco e la legna: ma dov’è la pecora per il sacrificio? Abramo rispose: Dio stesso si provvederà la pecora per il sacrificio, figlio. Mi commuove la risposta di Abramo, tanto attenta e cauta. Non so che cosa vedesse in spirito, perché non riguardo al presente ma al futuro dice: Dio stesso si provvederà la pecora: al figlio che gli domanda del presente risponde al futuro. Infatti il Signore stesso si sarebbe provveduto la pecora in Cristo, poiché la Sapienza stessa si è edificata una casa ed egli ha umiliato se stesso fino alla morte, e troverai che tutto quello che avrai letto di Cristo è stato fatto non di necessità ma liberamente.”
“9. Abramo si volse a guardare indietro e vide con i suoi occhi, ed ecco, un ariete era impigliato per le corna in un roveto. Abbiamo detto—mi pare—in precedenza che Isacco era figura di Cristo: ma qui anche l’ariete sembra altrettanto figura di Cristo. Perciò vale la pena di conoscere in che modo l’una e l’altra figura convengano a Cristo: sia Isacco che non è stato sgozzato, sia l’ariete che lo è stato. Cristo è il Verbo di Dio, ma il Verbo si è fatto carne: per un aspetto dunque Cristo è dall’alto, per un altro è stato accolto dalla natura umana, nel seno della Vergine. Infatti Cristo patisce, ma nella carne; ha sopportato la morte, ma l’ha sopportata la carne di cui è figura l’ariete, come diceva anche Giovanni: Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo. Invece il Verbo è rimasto incorrotto, e questo è Cristo secondo lo spirito, di cui è immagine Isacco, in quanto egli stesso è insieme vittima e sacerdote: secondo lo spirito offre la vittima al Padre; secondo la carne egli stesso viene offerto sull’altare della croce, perché, come è stato detto di lui: Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo, così è stato detto di lui: Tu sei sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisedech. Dunque l’ariete era impigliato per le corna in un roveto»
Tags: Isacco figura di Cristo, Ariete figura di Cristo
Riguardo: Patrologia
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