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Trovati 32 risultati per "Martiri"
Atti degli Apostoli, 8, 1
Tags: Paolo perseguita la Chiesa, Martirio di santo Stefano
Riguardo: Corpo Paolino
Atti dei Martiri di Lione e Vienne
«Agli uni recava sollievo la gioia del martirio, la speranza delle divine promesse, l’amore per Cristo e lo Spirito del Padre»
Tags: Gioia dei Martiri
Riguardo: Patrologia
Atti dei Martiri di Lione e Vienne
«[I martiri] Spiravano la fragranza dell’amore di Cristo, tanto che alcuni credevano che si fossero spalmati di unguento terreno.»
Tags: Martirio, Martiri
Riguardo: Patrologia
Atti dei Martiri di Lione e Vienne
«Alessandro [di Frigia] non emise un gemito né una voce di protesta, ma con il cuore parlava con Dio»
Tags: Alessandro di Frigia, Martire, Martirio, Martiri
Riguardo: Patrologia
Atti dei Martiri di Lione e Vienne
Viene narrato il martirio di Blandina.
«Dopo le sferzate, i morsi delle fiere, il fuoco della sedia rovente, da ultimo, avvolta in una rete, fu posta innanzi a un toro e, sebbene lanciata in altro più volte dall’animale, sembrava che non avesse più la sensazione di ciò che accadeva, grazie alla speranza e all’attesa delle divine promesse e al suo intimo colloquio con Cristo»
Tags: Blandina, Maririo, Cristo soffre nel martire, Martire, Martiri
Riguardo: Patrologia
Atti dei Martiri di Lione e Vienne
«Attalo, richiesto anche lui a gran voce dalla folla, (era un personaggio molto conosciuto), si fece avanti nell’anfiteatro, pronto a lottare, con la sicurezza della coscienza tranquilla, perché era ben noto che si era esercitato nella milizia cristiana ed era stato sempre testimone di verità tra noi. [...]
Fu condotto in giro per l’anfiteatro, preceduto da un cartello sul quale era scritto nella lingua di Roma ‘Questo è Attalo il cristiano’ e, mentre il popolo urlava rabbiosamente contro di lui, il governatore, venuto a sapere che aveva la cittadinanza romana, lo fece ricondurre in carcere insieme a quelli che si trovavano nelle sue stesse condizioni, per i quali aveva scritto all’imperatore ed era in attesa di una risposta.»
Tags: Attalo, Martirio, Martire, Cittadino romano
Riguardo: Patrologia
Atti dei martiri: il martirio di Perpetua e Felicita, 15.5-7
«…la donna [Felicita] fu assalita dai dolori del parto, particolarmente aspri, come avviene nell’ottavo mese. Ella soffriva per il parto assai difficile, e uno dei servi addetti alla custodia le chiese: "Se ora ti lamenti così, che cosa farai quando sarai gettata alle fiere che hai disprezzato, quando ti sei rifiutata di sacrificare?" Ella rispose: "Ora sono io a soffrire: là ci sarà un Altro in me che patirà per me, perché io patisco per lui". Mise al mondo una bambina che una delle sue sorelle prese con sé e allevò come figlia.»
Tags: Martirio di Perpetua e Felicita, Parto di Felicita, Cristo soffre nel martire
Riguardo: Patrologia
Atti dei martiri: il martirio di Perpetua e Felicita, 18.3
«Similmente avanzava anche Felicita, lieta di aver partorito in buona salute affinché potesse combattere anche lei contro le fiere, dal sangue al sangue, dalla levatrice al reziario, pronta a purificarsi, dopo il parto, con un secondo battesimo, cioè con il proprio sangue.»
Tags: Battesimo di sangue, Secondo battesimo, Martirio di Perpetua e Felicita
Riguardo: Patrologia
Atti dei martiri: il martirio di Perpetua e Felicita, 20.1-2, 7-8
«Contro le beatissime giovani il demonio preparò una ferocissima mucca volendo, con uno scherno feroce, per mezzo della bestia, trovare qualche cosa di analogo al loro sesso. Furono condotte innanzi spogliate e avvolte in reti: inorridì la folla, osservando l’una (Perpetua) che era una giovane dalle forme delicate e l’altra (Felicita) a cui per il parto recente, sgorgava il latte dalle mammelle. [...] Quando si calmò la ferocia della folla, [Perpetua e Felicita] furono portate alla porta ‘Sanavivaria’. Colà Perpetua, accolta da un catecumeno di nome Rustico, che le stava vicino, e come risvegliatasi da un profondo sonno (a tal punto aveva subito il martirio come in estasi) e guardandosi intorno, disse tra le stupore di tutti. "Quando saremo portate contro la feroce mucca di cui parlano?"»
Tags: Martirio di Perpetua e Felicita
Riguardo: Patrologia
Atti dei martiri: il martirio di Perpetua e Felicita, 21.9-10
«Perpetua, destinata a soffrire ancora nuovi tormenti, quando il ferro le si impigliò nelle vertebre del collo mandò un grido ed essa stessa, afferrata la mano ancora incerta del gladiatore inesperto, la guidò alla propria clavicola. Forse una donna così coraggiosa, di cui lo spirito immondo aveva paura, non sarebbe stata uccisa, se non l’avesse voluto lei stessa.»
Tags: Martirio di Perpetua e Felicita, Volontarietà del Martirio
Riguardo: Patrologia
Atti dei Martiri: il martirio di Perpetua e Felicita, 3.1-2
Perpetua esprime il suo rifiuto alla rinuncia dell'affermazione dell'identità cristiana.
«Quando eravamo ancora sorvegliati—dice la santa [Perpetua]—mio padre, per sua pietà, tentava, con le sue parole, di indurmi a deviare dalla mia convinzione. E io gli dissi. "Padre, vedi per esempio quel vaso che giace a terra, oriolo o altro che sia?". E lui rispose: "Lo vedo". Ed io: "È forse possibile chiamarlo in un altro modo? Neppure io posso chiamarmi diversamente da quello che sono, cioè cristiana".»
Tags: Martirio di Perpetua e Felicita, Identità cristiana
Riguardo: Patrologia
Atti dei martiri: il martirio di Perpetua e Felicita, 6.3-4
«Il procuratore Ilariano il quale allora esercitava il diritto di condannare a morte, in sostituzione del defunto proconsole Minucio Oppiano, mi dice: "Abbi pietà dei capelli bianchi di tuo padre, abbi pietà del figlioletto innocente, sacrifica per la salvezza degli imperatori!" E io [Perpetua] risposi: "Non sacrifico". Ilariano chiese: "Sei cristiana?" Io risposi: "Sono cristiana".»
Tags: Procuratore Ilariano, Martirio di Perpetua e Felicita, Identità cristiana, Rifiuto di sacrificare agli idoli pagani
Riguardo: Patrologia
sant'Agostino, Discorso nell'occasione della festa del santo martire Vincenzo, 275.1
Viene affermato che a rendere un uomo martire non è la pena che soffre ma la causa che lo spinge a soffrire tale pena.
«Naturalmente, perché non sia la forza di sopportazione ma la giustizia a fare i martiri: non è la pena ma la causa che fonda l'identità dei martiri. Infatti, molti hanno tollerato dolori per ostinazione non per coerenza; per vizio, non per virtù; per colpevole errore, non per rettitudine di principi; diventati strumenti del diavolo, non perché da esso osteggiati.»
Tags: Martirio, Martiri, Martire
Riguardo: Patrologia
sant'Agostino, Discorso nell'occasione della festa del santo martire Vincenzo, 275.1
«Scilicet ut victores non tolerantia faciat, sed iustitia: quoniam martyres discernit causa, non poena. Multi enim dolores toleraverunt pertinacia, non constantia; vitio, non virtute; pravo errore, non recta ratione; diabolo possidente, non persequente.»
Tags: Martirio, Martiri, Martire
Riguardo: Patrologia
sant'Agostino, Enarrationes in Psalmos, 115.6
«Dica dunque a Dio questo suo servo: Molti si dànno il nome di martiri e di servi tuoi, o Signore, perché hanno il tuo nome; appartenendo però a varie eresie e errori ed essendo fuori della tua Chiesa, tutti costoro non sono figli della tua serva; io invece sono e tuo servo e figlio della tua serva»
Tags: Martiri, Eretici, Chiesa
Riguardo: Patrologia
Sant'Ambrogio, De Officiis Ministrorum, Cap. 41, 205-207
«San Lorenzo, [...] vedendo il suo vescovo Sisto condotto al martirio, cominciò a piangere non perché quello era condotto a morire, ma perché egli doveva sopravvivergli. Comincia dunque a dirgli a gran voce: "Dove vai, padre, senza il tuo figlio? Dove ti affretti, o santo vescovo, senza il tuo diacono? Non offrivi mai il sacrificio senza ministro. Che ti è spiaciuto dunque in me, o padre? Forse mi hai trovato indegno? Verifica almeno se hai scelto un ministro idoneo. Non vuoi che versi il sangue insieme con te colui al quale hai affidato il sangue dei Signore, colui che hai fatto partecipe della celebrazione dei sacri misteri? Sta' attento che, mentre viene lodata la tua fortezza, il tuo discernimento non vacilli. Il disprezzo per il discepolo è danno per il maestro. È necessario ricordare che gli uomini grandi e famosi vincono con le prove vittoriose dei loro discepoli più che con le proprie? Infine Abramo offrì suo figlio, Pietro mandò innanzi Stefano. Anche tu, o padre, mostra in tuo figlio la tua virtù; offri chi hai educato, per giungere al premio eterno in gloriosa compagnia, sicuro del tuo giudizio.
Allora Sisto gli rispose: "Non ti lascio, non ti abbandono, o figlio; ma ti sono riservate prove più difficili. A noi, perché vecchi, è stato assegnato il percorso d'una gara più facile; a te, perché giovane, è destinato un più glorioso trionfo sul tiranno. Presto verrai, cessa di piangere: fra tre giorni mi seguirai. Tra un vescovo e un levita è conveniente ci sia questo intervallo. Non sarebbe stato degno di te vincere sotto la guida del maestro, come se cercassi un aiuto. Perché chiedi di condividere il mio martirio? Te ne lascio l'intera eredità. Perché esigi la mia presenza? I discepoli ancor deboli precedano il maestro, quelli già forti, che non hanno più bisogno d'insegnamenti, lo seguano per vincere senza di lui. Così anche Elia lasciò Eliseo. Ti affido la successione della mia virtù.
C'era fra loro una gara, veramente degna d'essere combattuta da un vescovo e da un diacono: chi per primo dovesse soffrire per Cristo. (Dicono che nelle rappresentazioni tragiche gli spettatori scoppiassero in grandi applausi, quando Pilade diceva dì essere Oreste e Oreste, com'era di fatto, affermava d'essere Oreste, quello per essere ucciso al posto di Oreste, Oreste per impedire che Pilade fosse ucciso al suo posto. Ma essi non avrebbero dovuto vivere, perché entrambi erano rei di parricidio: l'uno perché l'aveva commesso, l'altro perché era stato suo complice). Nel nostro caso nessun desiderio spingeva san Lorenzo se non quello d'immolarsi per il Signore. E anch'egli, tre giorni dopo, mentre, beffato il tiranno, veniva bruciato su una graticola: "Questa parte è cotta, disse, volta e mangia". Così con la sua forza d'animo vinceva l'ardore del fuoco.»
Tags: Martirio, Martire, San Lorenzo martire
Clemente Alessandrino, Gli Stromati, IV.4.14.3
«Dico subito che noi chiamiamo perfezione il martirio non perché [il martire] ha raggiunto il fine della vita come gli altri, ma perché ha manifestato una perfetta opera di amore»
Tags: Martire, Martiri, Martirio
Riguardo: Patrologia
Clemente Romano, Prima lettera ai Corinti, 5.1-7
«Ma lasciando gli esempi antichi, veniamo agli atleti vicinissimi a noi. Prendiamo i nobili esempi della nostra generazione. Per gelosia e invidia (le persone che erano) le più giuste colonne furono perseguitate e lottarono sino alla morte. Mettiamoci dinanzi agli occhi i buoni Apostoli. Pietro, che per un’ingiusta gelosia sopportò non una o due, ma molte sofferenze e così, resa testimonianza, raggiunse il posto a lui dovuto della gloria. Per gelosia e discordia Paolo mostrò (come si consegua) il premio della pazienza. Sette volte caricato di catene, esiliato, lapidato, fattosi araldo in Oriente e in Occidente, ottenne l’eccellente fama della sua fede. Dopo aver insegnato la giustizia a tutto il mondo, giunto i confini dell’Occidente, resa testimonianza dinanzi ai governanti, lasciò così il mondo e raggiunse il luogo santo, divenendo un grandissimo modello di pazienza»
Tags: san Pietro a Roma, san Paolo a Roma, Martirio di san Pietro, Martirio di san Paolo
Riguardo: Patrologia
san Giovanni Paolo II, Veritatis Splendor, 90-94
Il martirio, esaltazione della santità inviolabile della legge di Dio.
Tags: Martirio
san Giustino Martire, 1 Apologia, 2.1
«La ragione suggerisce che quanti veramente vivono secondo pietà e filosofia onorino ed abbiano a cuore soltanto la verità, rifiutando di seguire le teorie degli antichi, se sono erronee. Infatti non soltanto la retta ragione ci obbliga a non seguire chi abbia operato o insegnato contro giustizia, ma in ogni modo e a costo della propria vita, uno che ami la verità deve, anche sotto minaccia di morte, scegliere il giusto nelle parole e nelle opere»
Tags: Ragione, Giustizia, Verità, Martirio
Riguardo: Patrologia
san Giustino Martire, 2 Apologia, 12.1-2
Giustino descrive l'atteggiamento eroico dei martiri
«Io stesso infatti, che pure mi compiacevo delle dottrine di Platone, sentendo che i cristiani erano accusati, ma vedendoli poi impavidi di fronte alla morte e a tutti gli altri tormenti ritenuti terribili, reflettevo che era impossibile che essi vivessero nella malvagità e nella brama dei piaceri. Infatti quale uomo, amante dei piaceri o intemperante o che reputi un bene cibarsi di carne umana, potrebbe accogliere la morte, per essere privato dei suoi beni, ma piuttosto cercherebbe di vivere sempre la vita di quaggiù e di nascondersi ai magistrati, anziché denunziare se stesso, per essere ucciso?»
Tags: Martirio
Riguardo: Patrologia
Ignazio di Antiochia, Lettera ai Romani, 4.1
Ignazio di Antiochia elogia il martirio come «mezzo» attraverso il quale è dato di raggiungere Dio facendo un'analogia con il frumento macinato dai denti delle belve affinché possa diventare «pane immacolato di Cristo».
«Lasciate che io sia pasto delle belve, per mezzo delle quali mi è dato di raggiungere Dio! Io sono frumento di Dio, e sono macinato dai denti delle belve, perché possa divenire pane immacolato di Cristo»
Tags: Martirio, Eucaristia, Eucarestia
Riguardo: Patrologia
sant'Ignazio di Antiochia, Lettera agli Efesini, 1
Ignazio di Antiochia elogia il martirio, definendo i martiri «veri discepoli».
«Ora, io spero di combattere in Roma contro le belve per poter arrivare ad essere vero discepolo, come appunto otterrò di certo per le vostre preghiere»
Tags: Martirio, Colosseo, Anfiteatro Flavio, Giochi di Roma
Riguardo: Patrologia
sant'Ignazio di Antiochia, Lettera ai Romani, 2.1
Ignazio esprime la propria totale oblazione a Dio nell'annullamento totale di sé fino al martirio.
«1Voglio che cerchiate di piacere non agli uomini, ma a Dio, al quale già siete accetti. Io non avrò mai più una tale occasione di raggiungere Dio, né voi potrete sottoscrivere opera migliore che tacendo. Se voi tacerete a mio riguardo, io diverrò parola di Dio, ma se amerete la mia carne, io sarò di nuovo un suono. 2Una cosa sola concedetemi: lasciate che io sia versato in libagione a Dio, finché l’altare è pronto! E allora voi, uniti in un sol coro nella carità, potrete innalzare un inno al Padre, in Cristo Gesù, perché Dio si degnò di posare il suo sguardo sul vescovo di Siria, chiamandolo dall’oriente all’occidente. È bello per me tramontare al mondo per risorgere a Dio!»
Tags: Volontarietà del Martirio
Riguardo: Patrologia
sant'Ignazio di Antiochia, Lettera ai Romani, 3.1-3
«1Voi non invidiaste mai nessuno, anzi ammaestraste altri. Ebbene, io voglio che rimangano validi quei principi che voi, insegnando, inculcavate. 2Soltanto chiedete per me la forza interiore ed esteriore non solo di parlare, ma anche di volere; di essere cristiano, non solo di nome, ma anche di fatto. Perché solo se sarò trovato cristiano a fatti, potrò essere chiamato cristiano e trovato fedele quando scomparirò da questo mondo. 3Non quello che vediamo con gli occhi è buono. Anche il nostro Dio Gesù Cristo si manifesta maggiormente ora che è nel Padre. Quando infierisce l’odio del mondo nelle persecuzioni, il cristianesimo non è più effetto di persuasione, esso allora è opera della grandezza divina.»
Tags: Martirio
Riguardo: Patrologia
sant'Ignazio di Antiochia, Lettera ai Romani, 4.1-3
Ignazio di Antiochia offre un'analogia tra la carne del martire macinata dai denti delle belve e l'ostia eucaristica.
«1Scrivo a tutte le Chiese e a tutti annunzio che morrò volentieri per Dio, se voi non me lo impedirete. Vi scongiuro, non vogliate usare con me una benevolenza inopportuna! Lasciate che io sia pasto delle belve, per mezzo delle quali mi è dato di raggiungere Dio! Io sono frumento di Dio, e sono macinato dai denti delle belve, perché possa divenire pane immacolato di Cristo. 2Carezzate piuttosto le fiere, perché diventino mio sepolcro e nulla lascino delle mie membra, affinché anche nel sonno della morte, io non sia di peso a nessuno. Quando il mondo non vedrà più il mio corpo, allora sarò veramente discepolo di Gesù Cristo. Supplicate il Cristo per me, affinché per mezzo di quei denti, io sia fatto ostia a Dio. 3Io non vi comando come Pietro e Paolo. Essi erano Apostoli, io sono un condannato: essi erano liberi, io, finora, sono uno schiavo; ma se soffrirò il martirio, diventerò un liberto di Gesù Cristo e risorgerò in Lui libero. Ora, in catene, imparo a spogliarmi di ogni desidero.»
Tags: Martirio
Riguardo: Patrologia
sant'Ignazio di Antiochia, Lettera ai Romani, 5.1-3
Il martirio è esaltato quale mezzo eccellente per raggiungere Cristo.
«1Dalla Siria fino a Roma, per terra e per mare, di notte e di giorno, io sto lottando con le belve, legato a dieci leopardi, cioè al manipolo dei soldati. Beneficati, costoro diventano peggiori. Nelle loro ingiuste vessazioni io divento maggiormente discepolo, ma non per questo sono giustificato. 2Possa io godere delle belve preparate per me. Invoco che siano pronte per me! Che anzi, io stesso le alletterò, affinché mi divorino prontamente; e non facciano come con qualcuno, che, timorose, non hanno neppur toccato. Che se esse non volessero, io le costringerò con la forza. 3Cercate di comprendermi! Io so quello che è meglio per me. Incomincio ora ad essere un discepolo. Nessuna delle creature visibili e invisibili mi trattenga dal raggiungere Gesù Cristo. Il fuoco, la croce, la lotta con le belve, le lacerazioni, gli squarciamenti, le slogature delle ossa, la mutilazione delle membra, gli stritolamenti di tutto il corpo, i più malvagi tormenti del demonio piombino su di me. Purché io raggiunga Gesù Cristo!»
Tags: Martirio
Riguardo: Patrologia
sant'Ignazio di Antiochia, Lettera ai Romani, 6.1-3
«1Nulla mi gioverebbe il mondo intero e i regni di questo secolo. Bello è per me morire per Cristo Gesù, piuttosto che regnare fin sugli estremi confini della terra. Io cerco Colui che è morto per noi; io voglio Colui che per noi è risorto. Ecco, è vicino per me il parto. 2Abbiate compassione di me, fratelli! Non impedite che io nasca alla vita! Non vogliate la mia morte! Uno che vuol essere di Dio, non abbandonatelo al mondo, né ingannatelo con la materia! Lasciate che io raggiunga la pura luce! Giunto là, io sarò uomo. 3Lasciate che io imiti la passione del mio Dio! Chi ha Dio dentro di sé, comprenda quello che io bramo e mi compatisca, ben conoscendo la necessità che mi stringe.»
Tags: Martirio
Riguardo: Patrologia
sant'Ignazio di Antiochia, Lettera ai Romani, 7.1-3
«1Il principe di questo mondo vuole strapparmi a Dio e soffocare la mia aspirazione a Lui. Nessuno di voi, che sarete presenti, lo aiuti! Tenete invece le parti mie, cioè quelle di Dio. Non abbiate Gesù Cristo sulla bocca e il mondo nel cuore! 2L’invidia non trovi posto tra voi. Se, quando sarò presso di voi, dovessi supplicarvi, non obbeditemi! Obbedite invece a ciò che ora vi scrivo. Ora nel pieno possesso della mia vita, vi scrivo che bramo morire. Ogni mia brama terrena è crocifissa; non è più in me fiamma alcuna per la materia. Un’acqua viva mormora dentro di me e mi dice: Vieni al Padre! 3Non mi diletta più il cibo corruttibile, né i piaceri di questa vita. Voglio il Pane di Dio, quel pane che è la carne di Gesù Cristo, che è dal seme di David, voglio per bevanda il suo sangue, che è l’amore incorruttibile.»
Tags: Martirio
Riguardo: Patrologia
sant'Ignazio di Antiochia, Lettera ai Romani, 8.1-2
«1Non voglio più vivere secondo gli uomini! E questo avverrà se voi lo vorrete. Vogliatelo per essere anche voi voluti da Dio. 2Con questo breve scritto ve ne supplico: credete a me! Gesù Cristo vi farà manifesto che io dico la verità, Egli, che è la bocca infallibile, per la quale il Padre ha veramente parlato. Pregate per me, affinché possa raggiungere il mio intento. Non secondo la carne vi ho scritto, ma secondo il pensiero di Dio. Se subirò il martirio, mi avete voluto bene; se sarò rifiutato, m’avete odiato.»
Tags: Martirio
Riguardo: Patrologia
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, II-II, q.124
Tags: Martirio
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, Spl, q.96, a.6
Tags: Aureola dei Martiri
Riguardo: Tomismo
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