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Trovati 5 risultati per "Padri"
Congregazione per l'Educazione Cattolica, Lo studio dei padri della Chiesa nella formazione sacerdotale, 20
«I padri hanno dato in tal modo la prima risposta consapevole e riflessa alla sacra Scrittura, formulandola non tanto come una teoria astratta, ma come quotidiana prassi pastorale di esperienza e di insegnamento nel cuore delle assemblee liturgiche riunite per professare la fede e per celebrare il culto del Signore risorto»
Tags: Metodo teologico patristico, Metodo teologico dei Padri, Padri e Sacra Scrittura
Riguardo: Patrologia
Congregazione per l'Educazione Cattolica, Lo studio dei padri della Chiesa nella formazione sacerdotale, 60
Lo studio dei Padri deve essere accompagnato dallo studio di tutta la Tradizione, anche posteriore.
«Gli studi patristici non possono fare a meno di una solida conoscenza della
storia della chiesa che rende possibile una visione unitaria dei problemi, degli avvenimenti, delle esperienze, delle acquisizioni dottrinali, spirituali, pastorali e sociali nelle varie epoche. In tal modo ci si rende conto del fatto che il pensiero cristiano, se comincia con i padri, non finisce con loro. Ne segue che lo studio della patristica e dalla patrologia non può prescindere dalla tradizione posteriore, compresa quella scolastica, in particolare per ciò che riguarda la presenza dei padri in questa tradizione. Solo in questo modo si può vedere l’unità e lo sviluppo che vi è in essa e anche comprendere il senso del ricorso al passato. Esso infatti apparirà non come un inutile archeologismo, ma come uno studio creativo che ci aiuta a conoscere meglio i nostri tempi e a preparare il futuro»
Tags: Studio dei Padri, Tradizione
Riguardo: Patrologia
Sant'Ignazio di Loyola, Esercizi Spirituali, §363, 11
«Lodare la dottrina positiva e scolastica; perché così come é più proprio dei dottori positivi, come san Girolamo, Sant’Agostino e san Gregorio, ecc., muovere gli affetti per amare e servire in tutto Dio nostro Signore, così è più proprio degli scolastici, come san Tommaso, san Bonaventura e il Maestro delle Sentenze, ecc., definire o chiarire per i nostri tempi le cose necessarie alla salute eterna, e per meglio impugnare e svelare tutti gli errori e tutte le fallacie.
b. Perché i dottori scolastici, essendo più moderni, non solo si giovano della vera intelligenza della sacra Scrittura e dei positivi e santi dottori, ma essendo anche illuminati e rischiarati dalla virtù divina, si giovano dei concili, canoni e costituzioni di nostra santa madre Chiesa»
Tags: Studio dei Padri
Riguardo: Patrologia
Vincenzo di Lerin, Il commonitorio, 28.6
Vincenzo di Lerin definisce chi siano i Padri.
Tags: Padri
Riguardo: Patrologia
Vincenzo di Lerino, Commonitorio, 29
«A questo punto penso sia giunto il momento di ricapitolare, alla fine di questo secondo Commonitorio, tutto ciò che è stato trattato nei due Commonitori. Nel primo ho detto che i cattolici hanno avuto sempre la consuetudine, come l’hanno tuttora, di determinare la vera fede in due modi: con l’autorità della Scrittura divina e con la tradizione della Chiesa Cattolica. Non che la Scrittura da sola non sia sufficiente in ogni caso, ma perché molti, interpretando a loro piacere le parole divine, finiscono con l’inventare una quantità incredibile di dottrine erronee. Per questo motivo è necessario che l’esegesi della Scrittura divina sia guidata dall’unica regola del senso ecclesiastico, specialmente in quelle questioni che toccano le fondamenta di tutto il dogma cattolico.
Ho parimenti affermato che nella stessa Chiesa bisogna tener conto dell’universalità e dell’antichità, affinché non ci accada di staccarci dall’unità del tutto e di finire, disgregati, nel frammentarismo particolaristico dello scisma, o di precipitare dalla fede antica in novità eretiche.
Ho detto, inoltre, riguardo all’antichità, che bisogna a tutti i costi tener presente due cose e a esse aderire profondamente se non si vuole diventare eretici: primo, vedere se anticamente c’è stato qualche decreto da parte di tutti i vescovi della Chiesa Cattolica, emanato sotto l’autorità di un concilio universale; quindi, nel caso che sorga una questione nuova intorno alla quale nulla si trovi che sia stato definito, ricorrere alle sentenze dei Padri, a quelli soli però che, per aver dimorato nei loro tempi e nei loro luoghi nell’unità della comunione della fede, sono divenuti maestri approvati. Tutto ciò che si trova che essi hanno ritenuto senza timore alcuno come espressione della vera fede cattolica»
Tags: Ricorso ai Padri, Patrologia, Padri della Chiesa
Riguardo: Patrologia
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