Home | Chi siamo | Newsletter | Contattaci | Login
Lo scrisse... Questions Somma Teologica Prega Collabora
Lo scrisse...

Cerca

Trovati 12 risultati per "Preghiera"
Clemente Alessandrino, Gli Stromati, VII.7.39.6-40.1-4
«Insomma la preghiera, per parlare con più audacia, è un modo di comunicare con Dio; e anche se Gli parliamo in silenzio, senza nemmeno aprir le labbra, con un sussurro, dentro gridiamo! Tutto il nostro intimo colloquio Dio ascolta, sempre. In questo colloquio alziamo il capo, tendiamo le braccia al cielo, ci alziamo in punta di piedi nell’acclamazione che conclude la preghiera, risalendo con il fervore dello spirito all’essenza intelligibile. Così cerchiamo di distaccare insieme con le parole il corpo dalla terra, rendiamo aerea ‘l’anima alata’ per la brama dei beni superiori e la costringiamo a salire ai ‘luoghi santi’, nel totale disprezzo dei vincoli carnali. Ben sappiamo infatti che lo ‘gnostico’ attua in sé volontariamente la fuga completa dal mondo, proprio come i Giudei dall’Egitto e così mostra chiaramente, più ogni altra cosa, che egli sarà quanto più è possibile vicino a Dio. C’è poi chi assegna determinate ore alla preghiera, come, poniamo, la 3°, la 6°, la 9°: ebbene lui, lo ‘gnostico’, prega invece per tutta la vita, adoperandosi a vivere con Dio attraverso la preghiera e ad abbandonare, per dirla in breve, tutto ciò che non gli sarà più utile, una volta giunto lassù, come uno che già da qui ha raggiunto la perfezione di chi è divenuto adulto nell’amore»
Tags: Preghiera, Gnosi, Gnostico cristiano, Ora media
Riguardo: Patrologia
Clemente Alessandrino, Gli Stromati, VII.7.43.6
«Comunque, poiché l’oriente è immagine del giorno natale e da qual punto si diffonde la luce ‘che dalle tenebre risplendé’ la prima volta, e anche per quelli che si avvoltolando nell’ignoranza spuntò il giorno della vera ‘gnosi’, come il sole, le preghiere si facciano rivolti verso oriente all’aurora»
Tags: Preghiera, Pregare verso Oriente, Ad Orientem
Riguardo: Patrologia
Clemente Alessandrino, Gli Stromati, VII.7.49.1-7
«Colui che è in comunione con Dio deve pertanto avere immacolata l’anima, e incontaminata e limpida, in primo luogo rendendosi perfettamente buono o, in ogni caso, facendo progressi verso la ‘gnosi’ e anelando ad essa, completamente distolto, comunque, dalle opere della malvagità. Più ancora conviene che egli formuli tutte le sue preghiere in modo onesto e insieme con persone oneste, perché pericoloso è associarsi con altri che peccano. Lo ‘gnostico’ pregherà anche con i più semplici fedeli, nei casi in cui debba altresì condividere il loro operare: e tutta la sua vita è un santo festino. Così anzitutto le sue offerte consistono in preghiere e insieme lodi e lettura delle Scritture prima del pranzo, salmi e inni durante il pranzo e prima del riposo, e di nuovo preghiere anche nottetempo. Con ciò egli si fa tutt’uno con il ‘divino coro’, iscritto ad una contemplazione eterna, per il suo continuo ricordo [del cielo]. E poi, non conosce egli forse anche gli altri modi di offerta, il dono, elargito a seconda del bisogno del prossimo, di insegnamenti e di denaro? Oh sì! Comunque la sua preghiera espressa non è di molte parole, perché egli ha appreso dal Signore anche che cosa bisogna chiedere. E ‘in qualsiasi luogo’ pregherà ma non con ostentazione e in modo che la gente lo veda. Egli prega invece in ogni modo, passeggiando, in compagnia, in riposo, durante la lettura e nelle azioni compiute rettamente; e se nel recesso stesso dell’anima concepisce anche solo un pensiero e ‘con gemiti inesprimibili’ invoca il Padre, ecco che Egli è vicino e mentre ancora parla già è presente»
Tags: Vita di Preghiera, Gnosi, Gnostico cristiano
Riguardo: Patrologia
Dionigi l'Areopagita, Nomi Divini, 3.1
Dionigi l'Areopagita esprime la necessità della preghiera.
«Perciò, prima di tutto, ed in particolar modo prima di parlare di Dio, è necessario cominciare dalla preghiera, non per attrarre a noi la forza che è presente in tutti i luoghi e in nessuno, ma affinché con il ricordo e le invocazioni possiamo metterci nelle sue mani e unirci a lei»
Tags: Preghiera
Riguardo: Patrologia
Origene, La preghiera, 32
«Debbo aggiungere anche poche parole intorno alla parte del cielo verso cui bisogna essere rivolti per pregare. Poiché sono quattro le parti del cielo: settentrione, mezzogiorno, occidente ed oriente, si comprende tosto che quella orientale chiaramente sta ad indicare che si devono elevare le preghiere rivolgendosi in quella direzione—l’atto ha del simbolismo, quasi che l’anima scrutasse il sorgere della Vera Luce. Se uno, poi, da qualsiasi parte si aprano le porte della casa, preferisce innalzare le sue intercessioni verso il lato libero della casa, affermando che la vista del cielo esercita un certo richiamo più il rivolgersi guardando verso la parete, bisogna a costui rispondere che pur aprendosi le dimore degli uomini, per convenzione, verso questa o quella parte del cielo, siccome per natura l’oriente eccelle sulle altre parti, occorre anteporre quello che è per natura a quello conforme ad una convenzione. Colui, infine, che vuole pregare in una pianura, in base a quanto detto, c’è ragione per cui preghi rivolto ad oriente più che ad occidente? Ma se si deve a buon diritto preferire l’oriente, perché questo non va fatto dappertutto? Su questo argomento basta così»
Tags: Preghiera verso Oriente, Pregare verso Oriente, Ad Orientem
Riguardo: Patrologia
Origene, Omelia sul Levitico, 9.10
«Dice dunque la parola divina: Porrà l’incenso sopra il fuoco davanti al Signore e il fumo dell’incenso coprirà il propiziatorio che è sopra la testimonianza, e non morrà. E prenderà dal sangue del vitello e con il suo dito aspergerà sopra il propiziatorio del lato di Oriente (Cf. Lev. 16, 13-14).
Ha insegnato come si celebravano presso gli antichi i riti della propiziazione per gli uomini, rivolti a Dio; ma tu, che sei venuto al Cristo, pontefice vero, il quale con il suo sangue ti ha reso Dio propizio e ti ha riconciliato al Padre, non arrestarti al sangue della carne; ma impara piuttosto il sangue del Verbo e ascoltalo dirti: Questo è il mio sangue che sarà sparso per voi in remissione dei peccati. Colui che è stato imbevuto dei misteri, conosce anche la carne e il sangue del Verbo di Dio. Non fermiamoci dunque in queste cose che sono note agli iniziati e non possono essere aperte agli ignoranti.
Il fatto che asperga dal lato di Oriente, non prenderlo come superfluo. Dall’Oriente viene a te la propiziazione; poiché di là è l’uomo il cui nome è Oriente e che è stato fatto mediatore fra Dio e gli uomini. Questo dunque ti invita a guardare sempre a Oriente, donde sorge per te il Sole di giustizia, donde per te nasce la luce; così che mai tu cammini nelle tenebre e quel giorno ultimo ti afferri nelle tenebre; perché non ti colgano la notte e la caligine dell’ignoranza, ma sempre tu sia immerso nella luce della scienza, sempre tu abbia il giorno della fede, sempre tu possegga la luce della carità e della pace»
Tags: Preghiera verso Oriente, Pregare verso Oriente, Ad Orientem
Riguardo: Patrologia
Joseph Ratzinger, Gesù di Nazareth, II, 174-183
Città del Vaticano 2011
«La preghiera [in Getsemani] vera e propria in cui è presente tutto il dramma della nostra redenzione. Marco dice prima in modo riassuntivo che Gesù pregava affinché, «se fosse possibile, passasse via da Lui quell’ora» (14,35). Riporta poi così la frase essenziale della preghiera di Gesù: «Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu» (14, 36). […] Ma che cosa vuol dire questo? Che cosa significa «mia» volontà contrapposta a «tua» volontà? Chi sono coloro che si confrontano? Il Padre e il Figlio? O l’Uomo Gesù e Dio, il Dio trinitario? In nessun’altra parte della Sacra Scrittura guardiamo così profondamente dentro il mistero interiore di Gesù come nella preghiera sul Monte degli ulivi. Non per caso, quindi, la ricerca appassionata della Chiesa antica per la comprensione della figura di Gesù Cristo ha trovato la sua forma conclusiva nella riflessione, guidata dalla fede, sulla preghiera del Monte degli ulivi. […] Così la preghiera: «non la mia, ma la tua volontà» (Lc 22,42) è veramente una preghiera del Figlio al Padre, nella quale l’umana volontà naturale è stata tratta totalmente dentro l’Io del Figlio, la cui essenza si esprime appunto nel «non io, ma tu» – nell’abbandono totale dell’Io al Tu di Dio Padre. Questo «Io», però, ha accolto in sé l’opposizione dell’umanità e l’hatrasformata, così che ora nell’obbedienza del Figlio siamo presenti tutti noi, veniamo tutti tirati dentro la condizione di figli. Con ciò arriviamo ad un ultimo punto di questa preghiera, alla sua vera chiave di comprensione, all’appellativo: «Abbà, Padre » (Mc 14,36). […] «L’Abbà dell’appellativo usato da Gesù per Dio svela l’intima essenza del suo rapporto con Dio ». È pertanto assolutamente assurdo che alcuni teologi pensino che, nella preghiera sul Monte degli ulivi, l’Uomo Gesù si sia rivolto al Dio trinitario. No, proprio qui parla il Figlio, che ha assunto in sé ogni volontà umana e l’ha trasformata in volontà del
Figlio.»
Tags: Trinità nella Preghiera al Getsemani
Riguardo: Trinitaria
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, II-II, q.83
Tags: Orazione, Preghiera
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, II-II, q.83
Tags: Preghiera
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, II-II, q.83, a.15
Tags: Impetrazione, Preghiera, Supplica
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, II-II, q.83, a.9
Tags: Preghiera del Padre nostro
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, III, q.21
Tags: Preghiera di Cristo
Riguardo: Tomismo
Ricerca avanzata
Filtra i risultati


Tematiche