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Trovati 5 risultati per "Risurrezione di Cristo"
San Giovanni Crisostomo, Omelie sulla prima lettera ai Corinzi, 4, 3.4
«Infatti, come poteva venire in mente a dodici poveri uomini, e per di più ignoranti, che avevano passato la loro vita sui laghi e sui fiumi, di intraprendere una simile opera? Essi forse mai erano entrati in una città o in una piazza. E allora come potevano pensare di affrontare tutta la terra? Che fossero paurosi e pusillanimi l’afferma chiaramente chi scrisse la loro vita senza dissimulare nulla e senza nascondere i loro difetti, ciò che costituisce la miglior garanzia di veridicità di quanto asserisce. Costui, dunque, racconta che quando Cristo fu arrestato dopo tanti miracoli compiuti, tutti gli apostoli fuggirono e il loro capo lo rinnegò. Come si spiega allora che tutti costoro, quando il Cristo era ancora in vita, non avevano saputo resistere a pochi Giudei, mentre poi, giacendo lui morto e sepolto e, secondo gli increduli, non risorto, e quindi non in grado di parlare, avrebbero ricevuto da lui tanto coraggio da schierarsi vittoriosamente contro il mondo intero? Non avrebbero piuttosto dovuto dire: E adesso? Non ha potuto salvare se stesso, come potrà difendere noi? Non è stato capace di proteggere se stesso, come potrà tenderci la mano da morto? In vita non è riuscito a conquistare una sola nazione, e noi, col suo nome, dovremmo conquistare il mondo? Non sarebbe da folli non solo mettersi in simile impresa, ma perfino solo pensarla? È evidente perciò che, se non lo avessero visto risuscitato e non avessero avuto una prova inconfutabile della sua potenza, non si sarebbero esposti a tanto rischio»
Tags: Pietro rinnega Cristo, Pietro rinnega Gesù, Credibilità della Risurrezione di Cristo
Riguardo: Cristologia
Gregorio di Nazianzo, Discorso 7 per il fratello Cesare, 23-24
«È necessario che io sia sepolto con Cristo, che risorga con Cristo, che sia coerede di Cristo, che diventi figlio di Dio, anzi che diventi come lo stesso Dio […] Dio ha assunto in pieno la nostra umanità ed è stato povero per far risorgere la carne, salvarne l’immagine primitiva e restaurare così l’uomo, perché diventiamo una cosa sola con Cristo. Egli si è comunicato interamente a noi. Tutto ciò che egli è, è diventato completamente nostro. Sotto ogni aspetto noi siamo lui. Per lui portiamo in noi l’immagine di Dio dal quale e per il quale siamo stati creati. La fisionomia e l’impronta che ci caratterizza è quella di Dio. Perciò solo lui può riconoscerci per quel che siamo. Conseguentemente passano in seconda linea le differenze e le distinzioni fisiche e sociali, che pur certamente esistono fra gli uomini. Per questo si può dire che non c’è più né maschio, né femmina, né barbaro né scita, né schiavo né libero (cfr. Col 3,11)»
Tags: Partecipazione alla Pasqua, Partecipazione alla Risurrezione di Cristo, Partecipazione alla morte di Cristo
Riguardo: Cristologia
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, III, q.53
Tags: Risurrezione di Cristo, Resurrezione di Cristo
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, III, q.55
Tags: Manifestazione della Risurrezione di Cristo, Manifestazione di Cristo risorto
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, Spl, qq.75-86
Tags: Risurrezione di Cristo
Riguardo: Tomismo
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