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Trovati 8 risultati per "Umanazione"
Gaudium et Spes, 22
«Ha lavorato con mani d'uomo, ha pensato con intelligenza d'uomo, ha agito con volontà d'uomo ha amato con cuore d'uomo. Nascendo da Maria vergine, egli si è fatto veramente uno di noi, in tutto simile a noi fuorché il peccato. Agnello innocente, col suo sangue sparso liberamente ci ha meritato la vita; in lui Dio ci ha riconciliati con se stesso e tra noi e ci ha strappati dalla schiavitù del diavolo e del peccato; così che ognuno di noi può dire con l'Apostolo: il Figlio di Dio «mi ha amato e ha sacrificato se stesso per me» (Gal2,20). Soffrendo per noi non ci ha dato semplicemente l'esempio perché seguiamo le sue orme ma ci ha anche aperta la strada: se la seguiamo, la vita e la morte vengono santificate e acquistano nuovo significato.»
Tags: Incarnazione, Umanazione, Redenzione
Sant'Atanasio, Contra Arianos, III, 30
«Chi, dunque, si applica alla lettura della Sacra Scrittura, apprenda le parole dell’Antico Testamento, ma contempli nei Vangeli il Signore che è divenuto come un uomo: “Il Logos — dice infatti la Scrittura — carne divenne e piantò la sua tenda in noi” (Gv 1,14). Egli divenne uomo, non si avvicinò a un uomo»
Tags: Realtà dell'Incarnazione, Umanazione
Riguardo: Cristologia
Sant'Atanasio, De Incarnatione, 18.1-3
«Dunque, quando i teologi dicono di lui che mangiava e beveva e fu partorito, sappi che fu il corpo ad essere partorito come un corpo e nutrito con alimenti appropriati, ma a quel corpo era unito lo stesso Dio Verbo che ordina l’universo, il quale mediante le opere che compiva nel corpo si faceva conoscere non già come uomo ma come Dio Verbo. Tuttavia di lui si dice questo perché il corpo che mangiava, che fu partorito e patì non era di un altro ma del Signore e perché, da quando era diventato uomo, era giusto che si dicesse questo di lui come di un uomo, affinché fosse chiaro che ha un corpo vero e non apparente. Ma come da questo si capiva che era presente corporalmente, così dalle opere che compiva mediante il corpo si faceva conoscere come figlio di Dio. Perciò gridava ai Giudei increduli dicendo: “Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non volete credere a me, credete alle mie opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me e io nel Padre.” Come, essendo invisibile, si conosce in base alle opere della creazione, così, una volta divenuto uomo, anche se non si vede nel corpo, dalle opere si può riconoscere che chi compie queste opere non è un uomo ma la Potenza e il Verbo di Dio»
Tags: Umanazione, Incarnazione, Verbo fatto carne
Riguardo: Patrologia
Sant'Atanasio, De Incarnatione, 20.1
«Dunque, sopra abbiamo esposto in parte, per quanto era possibile e nella misura in cui la potevamo comprendere, la causa della sua manifestazione corporea: abbiamo cioè spiegato che nessun altro poteva trasformare il corruttibile nella incorruttibilità all’infuori del Salvatore stesso, che all’inizio ha creato tutte le cose dal nulla; che nessun altro tranne l’immagine del Padre poteva restaurare negli uomini la conformità all’immagine; che nessun altro poteva risuscitare ciò che è mortale così da renderlo immortale, tranne il nostro Signore Gesù Cristo che è la Vita-in-sé; che nessun altro può insegnarci chi è il Padre ed annientare il culto degli idoli, tranne il Verbo che ordina l’universo ed è il solo vero ed unigenito figlio del Padre»
Tags: Umanazione, Incarnazione, Verbo fatto carne, Figlio incarnato
Riguardo: Patrologia
Sant'Ireneo di Lione, Adversus Haerses, III, 20, 2
«Costui infatti si è posto “in una carne simile a quella del peccato” (cfr. Rm 8,3), per condannare il peccato e, dopo averlo così condannato, espellerlo fuori dalla carne; e, d’altra parte, per richiamare l’uomo alla somiglianza con lui, rendendolo “imitatore” di Dio (cfr. Ef 5,1) e innalzandolo fino alla regola del Padre, per concedergli di vedere Dio e di conoscere il Padre, lui, il vero Dio che ha abitato nell’uomo (cfr. Gv 1,14) e si è fatto Figlio dell’uomo, per preparare l’uomo a conoscere Dio e preparare Dio ad abitare nell’uomo, secondo il beneplacito del Padre»
Tags: Incarnazione del Verbo, Umanazione, Assunzione della natura umana, Avvicinamento di Dio all'uomo, Rm 8,3, Ef 5,1, Gv 1,14
Riguardo: Patrologia
Sant'Ireneo di Lione, Adversus Haerses, III, 20, 2
«Se infatti non fosse stato un uomo a sconfiggere l’avversario dell’uomo, il nemico non sarebbe stato sconfitto giustamente; e ancora se non fosse stato Dio a concedere la salvezza, non ne avremmo avuto il sicuro possesso; e se l’uomo non fosse stato unito a Dio, non avremmo potuto partecipare dell’incorruttibilità. Infatti era necessario il mediatore di Dio e degli uomini, per portarli entrambi all’amicizia e alla concordia e per avvicinare l’uomo a Dio e far conoscere Dio agli uomini»
Tags: Incarnazione del Verbo, Umanazione, Assunzione della natura umana, Gesù mediatore
Riguardo: Cristologia
Sant'Ireneo di Lione, Adversus Haerses, V, 14, 1
«Il nemico infatti non sarebbe stato sconfitto secondo giustizia, se il vittorioso non fosse stato un uomo nato da donna, poiché fin dall’inizio della storia il demonio ha dominato sull’uomo per mezzo di una donna, opponendosi a lui col suo potere. Per questo si proclama Figlio dell’uomo, egli che ricapitola in sé l’uomo primordiale, dal quale venne la prima donna e, attraverso questa, l’umanità. Il genere umano era sprofondato nella morte a causa dell’uomo sconfitto. Ora risaliva alla vita a causa dell’uomo vittorioso»
Tags: Soteriologia ascendente, Incarnazione, Umanazione
Riguardo: Cristologia
Sant'Ireneo di Lione, Adversus Haerses, V, 19, 1
«Il Signore abbracciò la condizione umana e si manifestò nel mondo che era suo. La natura umana portava il Verbo di Dio, ma era il Verbo di Dio che sosteneva la natura umana»
Tags: Incarnazione del Verbo, Umanazione, Assunzione della natura umana
Riguardo: Patrologia
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