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Trovati 35 risultati per "Uomo"
Gaudium et Spes, 22
«In realtà solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell'uomo.
Adamo, infatti, il primo uomo, era figura di quello futuro (Rm5,14) e cioè di Cristo Signore.
Cristo, che è il nuovo Adamo, proprio rivelando il mistero del Padre e del suo amore svela anche pienamente l'uomo a se stesso e gli manifesta la sua altissima vocazione.»
Tags: Incarnazione del Verbo, Natura umana, Uomo, Essere umano, Nuovo Adamo
Gaudium et Spes, 22
«Poiché in lui la natura umana è stata assunta, senza per questo venire annientata per ciò stesso essa è stata anche in noi innalzata a una dignità sublime.
Con l'incarnazione il Figlio di Dio si è unito in certo modo ad ogni uomo»
Tags: Incarnazione, Divinizzazione dell'uomo
Commissione Teologica Internazionale , Enchiridion Vaticanum, 7, 650-651
«L’uomo è stato creato per essere integrato nel Cristo e quindi nella vita della Santa Trinità. Qualunque sia l’allontanamento dell’uomo peccatore nei riguardi di Dio, esso è sempre meno profondo del distanziarsi del Figlio rispetto al Padre nel suo svuotamento Kenotico (Fil 2,7) e della miseria dell’abbandono (Mt 27,46). Questo è l’aspetto proprio dell’economia della redenzione nella distinzione delle persone della santa Trinità, che d’altro canto sono perfettamente unite nell’identità d’una stessa natura e d’un amore infinito»
Tags: Uomo nella Trinità, Umanità in Cristo
Riguardo: Trinitaria
Sant'Agostino, La Trinità, XII, 6,6, 471
«Infatti Dio disse: Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza. E poco dopo è detto: E Dio fece l’uomo ad immagine di Dio. La parola: nostra, essendo un plurale, sarebbe impropria, se l’uomo fosse stato fatto a immagine di una sola persona, sia quella del Padre, del Figlio o dello Spirito Santo. Ma poiché veniva fatto ad immagine della Trinità, per questo si ha l’espressione: ad immagine nostra»
Tags: Trinità nell'Antico Testamento, Creazione dell'uomo, Uomo immagine della Trinità
Riguardo: Trinitaria
Sant'Agostino d'Ippona, Epistola 186, 10
«Quando Dio corona i nostri meriti non corona altro che i suoi doni»
Tags: Giustificazione per fede, Sola fides, Assenso dell'uomo alla salvezza
Riguardo: Patrologia
Sant'Agostino d'Ippona, Sermo 169, 11.13
«Chi ti ha creato senza di te, non ti giustifica senza di te: ha creato chi non sapeva, non giustifica chi non vuole»
Tags: Giustificazione per fede, Sola fides, Assenso dell'uomo alla salvezza
Riguardo: Patrologia
Sant'Atanasio, Contra Arianos, 2.70.1-3
«Ciò non sarebbe avvenuto se il Logos fosse stato una creatura: il diavolo, che è una creatura, condurrebbe una battaglia contro un’altra creatura e l’uomo, in mezzo fra i due, sarebbe sempre sottoposto alla morte, poiché non avrebbe uno tramite cui e nel quale, unito a Dio, possa divenire libero da ogni timore. Perché, la verità mostra che il Logos non fa parte delle cose create, ma che piuttosto ne è il creatore. Egli assunse il corpo creato ed umano al fine, rinnovandolo in qualità di demiurgo, di divinizzarlo in se stesso e di condurre tutti noi, in base all’affinità con esso, nel regno dei cieli. L’uomo non sarebbe stato divinizzato se fosse stato unito ad una creatura, ovvero se il Figlio non fosse stato vero Dio, e l’uomo non starebbe da presso al Padre se non fosse stato il naturale e vero Logos del Padre ad indossare il corpo. Come non saremmo stati liberati del peccato e dalla maledizione se la carne indossata dal Logos non fosse stata per natura umana (non avremmo infatti nulla in comune con ciò che è da noi estraneo), così non sarebbe stato divinizzato l’uomo se il Logos che si è fatto carne non derivasse per natura dal Padre e non fosse suo vero e proprio. Tale unione si è verificata perché ciò che per natura è uomo venisse unito a ciò che è proprio per natura della divinità, e la sua salvezza e la sua divinizzazione divenissero sicure. Coloro che negano che il Figlio derivi per natura dal Padre e sia proprio della sua sostanza, neghino anche che egli ha ricevuto una vera carne umana da Maria sempre vergine. Noi uomini non avremmo tratto alcun maggiore vantaggio, se il Logos non fosse stato veramente e per natura Figlio di Dio o se non fosse stata vera la carne che assunse. Ma egli assunse una vera carne, nonostante le follie di Valentino, ed il Logos era per natura e vero Dio, nonostante il delirio dei folli seguaci di Ario; una volta che egli è stato creato uomo per noi, e, come si è detto, ha rinnovato per noi quella via, in quella carne egli è divenuto nostro principio della nuova creazione»
Tags: Divinizzazione dell'uomo
Riguardo: Patrologia
Sant'Atanasio, Contra Arianos, 3.30.1-5
«Chi, dunque, si applica alla lettura della Sacra Scrittura, apprenda le parole dall’Antico Testamento, ma contempli nei Vangeli il Signore che è divenuto come un uomo: Il Logos – dice infatti la Scrittura – si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi. Egli divenne uomo, ma non sia avvicinò ad un uomo: lo si deve tenere presente per evitare che gli empi, cadendo in questo errore, ingannino delle persone e che queste credano che, come nei tempi precedenti il Logos discese su ciascuno dei santi, così anche adesso il Logos sia disceso in un uomo a santificarlo e che si sia manifestato come nei casi precedenti. Se le cose stessero così, ed egli si fosse soltanto manifestato in un uomo, non ci sarebbe nulla di cui stupirsi, né coloro che vedevano ciò si sarebbero meravigliati dicendo: “Da dove viene costui?” e: “Perché tu che sei un uomo, ti fai Dio?” Essi sarebbero stati abituati a simili fenomeni, sentendo che il Logos del Signore si era accostato a ciascuno dei profeti. Ora però, poiché il Logos di Dio, tramite il quale tutte le cose furono fatte, sopportò di divenire anche Figlio dell’uomo e si umiliò assumendo la forma di servo, per questo per i giudei è scandalo la croce di Cristo, mentre per noi Cristo è potenza di Dio e Sapienza di Dio. Il Logos – come disse Giovanni – si fece carne: la Scrittura ha, infatti, l’abitudine di indicare l’uomo col nome di “carne”, come dice per bocca del profeta Gioele: Effonderò del mio Spirito su ogni carne, e come Daniele disse ad Astiage: Io non adoro degli idoli fatti dalle mani degli uomini, ma il Dio vivente, che ha creato il cielo e la terra, ed ha potere su ogni carne, sia egli che Gioele identificano la carne con la razza umana»
Tags: Incarnazione del Verbo, Logos fatto Uomo, Incarnazione del Logos, Incarnazione del Figlio
Riguardo: Patrologia
Sant'Atanasio, Contra Arianos, I, 38-39
«Se dunque il Figlio ebbe gloria anche prima della creazione del mondo ed era il Signore altissimo della gloria, discese dal cielo ed è da sempre adorato, non ha subito un miglioramento dopo essere disceso ma è piuttosto lui che ha migliorato ciò che necessitava di essere migliorato, e se discese per migliorarci, non fu chiamato Figlio e Dio per ricompensa, ma piuttosto egli ci rese figli del Padre, e, divenuto egli stesso uomo, divinizzò gli uomini. Non divenne Dio da uomo che era, ma da Dio che era divenne uomo per poterci divinizzare»
Tags: Finalità dell'Incarnazione del Verbo, Divinizzazione dell'uomo
Riguardo: Cristologia
Sant'Atanasio, Contra Arianos, I, 42
Tags: Concorporalità con Cristo, Uomo concorporale di Cristo
Riguardo: Cristologia
Sant'Atanasio, Contra Arianos, I, 43
«Di fatti, a causa del legame di parentela che abbiamo col suo corpo siamo anche noi divenuti tempio di Dio (cfr. 1Cor 3,16) e da allora siamo resi figli di Dio, tanto che in noi è già adorato il Signore, e coloro che ci vedono annunciano, come dice l’Apostolo (cfr. 1Cor 14,25), che Dio è veramente in tali persone, come Giovanni dice nel Vangelo: “Quanti lo hanno ricevuto, ha dato loro il potere di divenire figli di Dio” (Gv 1,12) e, come, sempre Giovanni, scrive nella sua lettera: “In base a questo noi sappiamo che egli rimane in noi, dal suo Spirito di cui ci ha fatto dono” (1Gv 3,24)»
Tags: Concorporalità con Cristo, Uomo concorporale di Cristo, Parentela con Cristo
Riguardo: Cristologia
Shelomoh ben Yishaq, Commento alla Genesi, 12
«Facciamo l’uomo. Da qui i nostri rabbini hanno appreso l’umiltà del Santo, benedetto Egli sia: siccome l’uomo fu creato a somiglianza degli angeli ed essi avrebbero potuto invidiarlo, Egli si consultò con loro. […] Anche se gli angeli non assistettero Dio nella formazione dell’uomo, e sebbene questa espressione possa fornire agli eretici un sostegno per le loro opinioni, la Scrittura non ha voluto astenersi dall’insegnare la giusta condotta e la virtù dell’umiltà: il maggiore dovrebbe consultare e ricevere il permesso dal minore. Infatti, se fosse stato scritto: “Farò l’uomo”, non avremmo imparato che Dio aveva parlato con il suo Consiglio, ma solo con se stesso. E a confutazione degli eretici sta scritto subito dopo: Dio creò l’uomo, e non “crearono”»
Tags: Trinità nell'Antico Testamento, Creazione dell'uomo, Uomo immagine della Trinità
Riguardo: Trinitaria
Giovanni Chimirri, Psicologia della nudità: l'etica del pudore fra esibizionismi e intimità, 21-22
Bonomi, 2010
Tags: Bestialità dell'uomo
Riguardo: Sessualità
Giovanni Chimirri, Psicologia della nudità: l'etica del pudore fra esibizionismi e intimità, 34-35
Bonomi, 2010
G. Chimirri tratta l'argomento dell'«uomo tessile», ovvero dell'uomo che si veste, definendo il vestiario come un prolungamento dei «confini epidermici del suo corpo» per trascendere la propria dimensione meramente animale: per affermare in modo visibile ed esteriore il proprio Io, la propria interiorità.
Il vestiario abbellisce il corpo biologicamente inteso esprimendone la dignità umana e quindi spirituale.
Tags: Vestiario, Vestiti, Uomo tessile
Riguardo: Sessualità
Clemente Alessandrino, Gli Stromati, IV.3.9.4-5
«Se uno è il compito proprio di ciascun essere, corrispondente alla sua natura, così del bue, così del cavallo, così del cane, quale diremo che è il compito proprio dell’uomo? Egli assomiglia, purtroppo, al centauro della mitologia tessalica, composto com’è di elemento razionale ed elemento irrazionale, d’anima e di corpo: ma il corpo opera nella terra e s’affanna per la terra, l’anima è protesa invece verso Dio, almeno in quanto è istruita mediante la vera filosofia, aspira ai suoi congiunti di lassù, distolta che sia dai desideri del corpo e, inoltre, dalle pene e dal timore»
Tags: Compito dell'uomo
Riguardo: Patrologia
Clemente Alessandrino, Protrettico, IX.86.2
«La pietà, che ha la capacità di rendere l’uomo per quanto è possibile simile a Dio, gli assegna come maestro adatto a lui Dio, il solo che può degnamente operare la somiglianza dell’uomo a Dio»
Tags: Divinizzazione dell'uomo
Riguardo: Patrologia
Gregorio di Nazianzo, Or., 29, 19
«Egli ha preso la tua rozza materialità… affinché io diventi Dio tanto quanto Egli è uomo»
Tags: Ammirevole scambio, Divinizzazione dell'uomo
Riguardo: Cristologia
Sant'Ireneo di Lione, Adversus Haerses, III, 19, 1
«Tale è la ragione per la quale il Verbo si è fatto uomo e il Figlio di Dio figlio dell’uomo: è perché l’uomo, mescolandosi al Verbo e ricevendo l’adozione filiale, diventi figlio di Dio. Non potevamo difatti aver parte all’incorruttibilità e all’immortalità se non fossimo uniti all’incorruttibilità e all’immortalità. Ma come avremmo potuto essere uniti all’incorruttibilità e all’immortalità, se l’incorruttibilità e l’immortalità non si fossero prima fatte quel che noi siamo, affinché ciò che era corruttibile fosse assorbito dall’incorruttibilità e ciò che era mortale dall’immortalità, affinché ricevessimo l’adozione filiale (Gal 4,5)?»
Tags: Finalità dell'Incarnazione del Verbo, Divinizzazione dell'uomo
Riguardo: Cristologia
Sant'Ireneo di Lione, Adversus Haerses, III, 19,3 - 20,1
«Il Figlio di Dio e nostro Signore è Verbo del Padre e Figlio dell’uomo, poiché fu generato come uomo da Maria, che apparteneva al genere umano ed era lei stessa creatura umana. Perciò fu lo stesso Signore a darci un segno nelle profondità della terra e nelle altezze del cielo, un segno che l’uomo non aveva richiesto, perché egli non aveva mai sperato che una vergine potesse diventare madre, partorendo un figlio pur restando vergine. Mai si sarebbe potuto immaginare che questo figlio fosse “Dio con noi” (cfr. Is 7,10-17) e discendesse nelle profondità della terra alla ricerca della pecora che si era smarrita, e che era poi sua creatura. Nessuno avrebbe potuto pensare che risalendo in cielo per offrire e raccomandare al Padre l’uomo che era stato ritrovato, facesse di se stesso la primizia della risurrezione dell’uomo. Infatti come il capo è risuscitato dai morti, così risorgerà anche il resto del corpo, cioè ogni uomo che si troverà a vivere dopo aver compiuto il tempo della condanna che gli era toccata per la disobbedienza […] Il corpo riceve coesione e unità grazie ai vari legami che lo alimentano e lo attivano, secondo la funzione e la posizione di ciascun membro […] Nella casa di Dio ci sono molte dimore, perché vi sono anche molte membra nel corpo […] Generoso fu dunque Dio il quale, venendo meno l’uomo, previde quella vittoria che sarebbe stata ottenuta per mezzo del Verbo. Infatti poiché la potenza trionfava nella debolezza, il Verbo mostrava la bontà e la magnifica potenza di Dio»
Tags: Finalità dell'Incarnazione del Verbo, Divinizzazione dell'uomo
Riguardo: Cristologia
Sant'Ireneo di Lione, Adversus Haerses, III, 20, 2
«Costui infatti si è posto “in una carne simile a quella del peccato” (cfr. Rm 8,3), per condannare il peccato e, dopo averlo così condannato, espellerlo fuori dalla carne; e, d’altra parte, per richiamare l’uomo alla somiglianza con lui, rendendolo “imitatore” di Dio (cfr. Ef 5,1) e innalzandolo fino alla regola del Padre, per concedergli di vedere Dio e di conoscere il Padre, lui, il vero Dio che ha abitato nell’uomo (cfr. Gv 1,14) e si è fatto Figlio dell’uomo, per preparare l’uomo a conoscere Dio e preparare Dio ad abitare nell’uomo, secondo il beneplacito del Padre»
Tags: Incarnazione del Verbo, Umanazione, Assunzione della natura umana, Avvicinamento di Dio all'uomo, Rm 8,3, Ef 5,1, Gv 1,14
Riguardo: Patrologia
Sant'Ireneo di Lione, Adversus Haerses, V, Prefazione
«Nostro Signore Gesù Cristo il quale, a motivo della sua immensa dilezione, si è fatto ciò che siamo per fare di noi ciò che egli è»
Tags: Finalità dell'Incarnazione del Verbo, Divinizzazione dell'uomo
Riguardo: Cristologia
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, I, q.90-91
Tags: Origine del primo Uomo, Origine di Adamo
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, I, q.91
Tags: Creazione del primo Uomo, Creazione di Adamo
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, I, q.93
Tags: Uomo immagine di Dio, Imago Dei, Imago Dèi
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, I, q.94
Tags: Scienza del primo Uomo
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, I, q.95-96
Tags: Grazia del primo Uomo, Grazia di Adamo, Grazia nel Paradiso terrestre, Grazia originale
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, I, q.96
Tags: Dominio del primo Uomo, Dominio di Adamo
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, I, qq.75-119
Tags: Uomo, Persona umana
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, II-I, q.1
Tags: Fine ultimo dell'uomo
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, II-I, q.2
Tags: Beatitudine oggettiva come fine ultimo dell'uomo
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, II-I, q.26
Tags: Amore negli uomini, Amore nell'uomo
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, II-I, q.26
Tags: Amore negli uomini, Amore nell'uomo
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, II-I, q.3
Tags: Beatitudine soggettiva come fine ultimo dell'uomo
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, II-I, q.5
Tags: Conseguimento del fine ultimo dell'uomo
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, II-II, q.163
Tags: Peccato del primo Uomo
Riguardo: Tomismo
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