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Atti degli Apostoli, 8, 1
Tags: Paolo perseguita la Chiesa, Martirio di Santo Stefano
Riguardo: Corpo Paolino
Prima lettera ai Tessalonicesi, 4, 3-6
Tags: Santità come rispetto del proprio corpo
Riguardo: Sessualità
Sant'Agostino d'Ippona, Confessioni, 10.27.38
Traduzione di Gioacchino Chiarini
«Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato! Ed ecco, tu eri dentro e io fuori, e lì ti cercavo e, brutto com’ero, mi gettavo sulle bellezze da te create. Eri con me, ma io non ero con te. Da te mi tenevano lontano cose che, se non fossero in te, non sarebbero. Gridasti e chiamasti e spezzasti la mia sordità, balenasti, splendesti e scacciasti la mia cecità, schiudesti il tuo profumo, ne respirai e a te anelo, ne gustai e di te ho fame e sete, mi toccasti, e m’infiammai della tua pace»
Tags: Tardi ti ho amato, Conversione di Sant'Agostino d'Ippona
Riguardo: Patrologia
Sant'Atanasio, La Vita di Antonio, 5.7
«Lo aiutava il Signore che si rivestì di carne per noi, e che concesse al corpo la vittoria contro il diavolo; sicché ciascuno di quelli che sostennero una simile lotta poteva dire con l’Apostolo: ‘Non io, ma la grazia di Dio che è con me»
Tags: Sant'Antonio
Riguardo: Patrologia
Sant'Atanasio, La Vita di Antonio, 7.1
«Questa fu la prima lotta di Antonio contro il diavolo; o per meglio dire, la lotta del Salvatore, che compì ciò in Antonio»
Tags: Sant'Antonio
Riguardo: Patrologia
San Basilio Magno, De Spiritu Sancto, 29.71
«A coloro che dicono che la dossologia con lo Spirito non è attestata nella Scrittura, diciamo questo: se non si accetta nessun’altra cosa non attestata nella Scrittura, non si accetti neppure questa: se però la maggior parte delle celebrazioni dei misteri hanno per noi diritto di cittadinanza insieme a molte altre cose che pur non sono nella Scrittura, allora ammettiamo anche questa. Io credo che sia un criterio apostolico attenersi anche alle tradizioni non scritte: ‘Vi lodo—dice infatti l’Apostolo—perché in ogni cosa vi ricordate di me e conservate le tradizioni così come ve le ho trasmesse’; e ancora: ‘Mantenete le tradizioni che avete apprese sia dalla nostra parola sia dalla nostra lettera’.
Una di queste tradizioni è anche questa dossologia che è stata trasmessa ai successori da coloro che l’hanno inizialmente istituita: si ne è diffuso l’uso sempre più nel tempo, e per lunga consuetudine si è radicata nelle Chiese. E allora, se come nel tribunale, mancando di prove scritte, vi presentassimo una folla di testimoni, non otterremmo da voi un voto di remissione?
Io credo che ‘ogni parola sarà stabilita sulla bocca di due o tre testimoni’; e se vi dimostriamo chiaramente che abbiamo dalla nostra parte un lungo tempo, non vi sembra naturale che diciamo che questo processo non è imputabile a noi? Le dottrine antiche infatti ingenerano emozione, come quelle che hanno la venerabilità di un’altra antichità. Vi enumererò dunque i difensori di questa parola con e si potrà misurare bene il tempo anche da ciò che passeremo sotto silenzio. Non siamo stati noi a lanciare per primi quell’espressione: e come avremmo potuto? Noi siamo solo di ieri, secondo la parola di Giobbe, di fronte a tanto tempo quale è quello che accompagna quest’usanza.
Io stesso, se devo dire la mia testimonianza, custodisco questa parola come una sorta di eredità paterna, avendola ricevuta da un uomo che è vissuto a lungo nel servizio di Dio, dal quale sono stato anche battezzato e introdotto al servizio della Chiesa [Basilio accenna a Dianio, vescovo di Cesarea].
Cercando, da parte mia, se qualcuno degli antichi santi uomini ha usato queste parole ora controverse, ne trovai molti degni di fede anche per la loro antichità e che, per la profondità della loro scienza, non sono come quelli di ora. Alcuni di loro per unire i termini della dossologia hanno usato la preposizione, altri la congiunzione, e hanno giudicato che ciò non facesse differenza alcuna nei confronti di una retta nozione della pietà»
Tags: Dossologie, con lo Spirito Santo
Riguardo: Patrologia
San Basilio Magno, De Spiritu Sancto, 9.22
«Esaminiamo ora le nozioni correnti che abbiamo intorno allo Spirito Santo, sia quelle raccolte dalle Scritture, sia quelle che ci furono trasmesse dalla tradizione non scritta dei Padri. E prima di tutto, chi, udendo i nomi dati allo Spirito Santo, non si sente l’anima sollevata e non innalza il suo pensiero verso la natura suprema? Lo Spirito Santo è chiamato Spirito di Dio, Spirito di verità che procede dal Padre, Spirito retto, Spirito che giuda. Il suo nome più appropriato è Spirito Santo, perché questo nome indica l’essere più incorporale, più immateriale e più esente da composizione. Perciò il Signore, alla Samaritana persuasa che si dovesse adorare Dio in un luogo, insegnò che l’incorporeo non può essere chiuso da limiti, e disse: Dio è spirito (Gv. 4,24). Quindi chi sente dire ‘Spirito’ non può figurarsi una natura limitata, sottoposta a mutamenti e variazioni, oppure simile in tutto a cosa creata. Colui che si spinge col pensiero fino a ciò che vi è di più sublime, necessariamente dovrà figurarsi un Essere intelligente, infinito in potenza, illimitato in grandezza, non misurabile con i tempi e con i secoli, generoso dei suoi beni.
“A lui si rivolgono tutti quelli che hanno bisogno di santificazione; lui desiderano coloro che vivono secondo virtù, perché irrorati dal suo effluvio, sono aiutati a giungere al loro proprio fine naturale. Egli perfeziona gli altri e di nulla ha bisogno: non vive perché riceve da altri, ma distribuisce lui stesso la vita. Non riceve accrescimento, perché è perfetto già dal principio, stabile in se stesso, presente dappertutto. Sorgente di santificazione, luce intelligibile, egli fornisce da se stesso ad ogni facoltà razionale l’illuminazione necessaria per la ricerca della verità. Inaccessibile per natura, si lascia comprendere per sua bontà. Riempie tutto con la sua potenza, ma si comunica soltanto a coloro che ne sono degni, e non nella stessa misura, ma proporzionando la sua azione alla fede di ciascuno. Semplice nella sostanza, vario nelle sue potenze, tutto intero in ciascuno e tutto intero dappertutto: si divide e non subisce diminuzione, si partecipa a tutti e rimane integro, come accade alla luce del sole: ne gode ciascuno, come se fosse solo; e tuttavia essa illumina la terra e il mare e si mescola all’aria. Così fa lo Spirito con coloro che sono in grado di riceverlo; è presente a ciascuno come se fosse solo, e infonde in tutti la grazia sufficiente. Di lui ciascuno gode quanto ne è capace, non quanto lo Spirito può donare»
Tags: Spirito Santo
Riguardo: Patrologia
Sergej Bulgakov, Il Paraclito, 122
Bologna 1971
«Lo Spirito è l’amore che riunisce in sé tutto il processo dell’amore: la rinuncia di sé nel sacrificio, la sacrificalità dell’amore e la sua beatitudine. La rinuncia di sé sacrificale consiste nel suo annientamento ipostatico: egli stesso non rivela la sua ipostasi e non rivela se stesso, come lo fanno il Padre e il Figlio: non è che la loro rivelazione stessa. […] Non esiste per sé, perché è tutto negli altri, nel Padre e nel Figlio. Ma in questo annientamento sacrificale si compiono la beatitudine dell’amore, dell’auto-dilezione, l’apice dell’amore. Così nell’amore che è la SS.ma Trinità, la terza ipostasi è l’amore stesso, che realizza in sé, ipostaticamente, tutta la pienezza dell’amore.»
Tags: Spirito Santo, Terza Persona della Trinità
Riguardo: Trinitaria
Gaudenzio di Brescia, Tratt. 2, 68, 31-32
«Il Paraclito esercita sul corpo mistico la stessa azione che esercitò sul corpo fisico di Cristo. Il Redentore, infatti, nacque per opera dello Spirito Santo e, poiché era conveniente che in lui si compisse ogni giustizia, entrate nelle acque del battesimo per consacrarle, fu pieno di Spirito Santo, disceso su di lui, in forma di colomba. Lo dichiara espressamente l’Evangelista: “Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano” (Lc 4,1)»
Tags: Corpo Mistico, Chiesa, Battesimo di Gesù, Paraclito, Azione dello Spirito Santo sulla Chiesa
Riguardo: Cristologia
Gregorio di Nazianzo, Elogio funebre di Basilio, 69
«Che poi egli conoscesse meglio d’ogni altro la divinità dello Spirito, risulta chiaro dalle frequenti dichiarazioni ch’egli fece in pubblico al riguardo, quando lo consentiva l’opportunità, e dall’esplicito riconoscimento che ne faceva in privato a coloro che lo interrogavano; più chiaro ancora l’ha reso nei suoi colloqui con me, col quale non aveva segreti nelle conversazioni sull’argomento, senza limitarsi ad una dichiarazione pura e semplice, ma—ciò che prima non gli era accaduto di fare frequentemente—imprecando su di sé la cosa più tremenda, d’essere, cioè, respinto dallo Spirito, s’egli non venerava lo Spirito insieme col Padre e col Figlio, come dotati della stessa sostanza e dello stesso onore. E se si vuol consentirmi di mettermi insieme con lui anche in cose di questa natura, rivelerò un particolare finora ignorato dai più: che allora, cioè, che il momento ci poneva in una situazione difficile, egli assegnò a se stesso la parte del prudente riserbo, ed a noi, invece, quella di parlare con piena franchezza, poiché noi nessuno pensava di processare o di scacciar dalla patria, rispettati come eravamo per il fatto stesso d’essere oscuri, così che per mezzo d’entrambi s’afforzasse il nostro evangelo.
Ho ricordato queste cose, non per difendere il suo nome—chè superiore ai detrattori, se pure ve ne sono, è quest’uomo—ma perché non accada che qualcuno, prendendo come regola di pietà certe espressioni isolate che si trovano negli scritti di lui, ne derivi un indebolimento della sua fede, e porti a sostegno della sua malvagità quella teologia che a Basilio consigliavano il particolare momento e lo Spirito: ma piuttosto, indagando il vero significato degli altri scritti e lo scopo con cui scriveva queste cose, sia tratto di più verso la verità a chiuda agli empi la bocca. Quanto a me, possa io avere, e così chiunque m’è caro, la teologia di Basilio! E sono tanto sicuro della purezza della sua fede in questa cose, che non esito a farla mia con tutte le altre: s’ascrivano a lui le mie cose, ed a me le sue, innanzi a Dio ed ai più saggi fra gli uomini! Certo noi non diremo che gli Evangelisti si contraddicono tra loro, per il fatto che alcuni si sono di più intrattenuti sull’umanità di Cristo, altri si sono innalzati alla considerazione della sua divinità; gli uni hanno cominciato da ciò ch’è a nostro livello, gli altri da ciò ch’è al di sopra di noi: gli è che così essi s’erano divisa la predicazione, secondo l’utile—credo—di quelli che la ricevevano, e così li aveva improntati lo Spirito ch’era in loro»
Tags: Elogio funebre di Basilio Magno, Discrezione riguardo lo Spirito Santo
Riguardo: Patrologia
Gregorio di Nazianzo, Oratio, 31.9-10
«Cosa manca, dunque, allo Spirito---tu obietti---perché sia Figlio? Ché, se non ci fosse qualcosa che gli manca, sarebbe il Figlio. Ma noi non diciamo che gli manchi qualcosa, perché Dio non è manchevole; ci riferiamo alla differenza della manifestazione, per così dire, o del rapporto reciproco, che produce anche la differenza del loro nome. Del resto, nemmeno al Figlio manca qualcosa per essere il Padre---ché la condizione di figlio non implica una mancanza---e non per questo è il Padre; altrimenti, mancherebbe qualcosa anche al Padre per essere il Figlio---ché il padre non è il figlio. Ma queste parole non indicano una mancanza di alcun genere, né una diminuzione secondo la sostanza, mentre i termini di non essere stato generato e di essere stato generato e di procedere indicano l'uno il Padre, l'altro il Figlio, il terzo quello che si chiama, appunto, Spirito Santo, in modo che si conservi non confusa la distinzione delle tre ipostasi nell'unica natura e nell'unica dignità dell'essenza divina. Il Figlio non è il Padre, ché il Padre è uno solo, ma è la stessa cosa che è il Padre; né lo Spirito è il Figlio per il fatto che proviene da Dio, perché uno solo è l’Unigenito, ma è la stessa cosa del Figlio. I Tre sono un solo essere quanto alla natura divina, e il solo essere è tre quanto alle proprietà: l’uno non deve essere inteso alla maniera di Sabellio, né i Tre sono quelli della sciagurata divisione che è in voga oggidì.
Ebbene? Lo Spirito è Dio? Certamente! E allora? E’ homousion? Sì, se è vero che è Dio»
Tags: Spirito Ssanto nella Trinità
Riguardo: Patrologia
Ignazio di Antiochia, Ephes., VII, 2
«Uno solo è il medico, corporale e spirituale, generato e non generato, Dio fattosi carne, nella morte vita vera da Maria e da Dio, prima passibile ed ora impassibile, Gesù Cristo nostro Signore.»
Tags: Cristo medico, Incarnazione, Cristologia di Sant'Ignazio di Antiochia
Riguardo: Cristologia
Ignazio di Antiochia, Smyrn., I, 1
«Egli [Cristo] è veramente della stirpe di David secondo la carne, è figlio di Dio secondo la volontà e la potenza di Dio, nato realmente da una vergine, battezzato da Giovanni affinché da lui fosse compiuta ogni giustizia»
Tags: Cristologia di Sant'Ignazio di Antiochia
Riguardo: Patrologia
Bernard Lo Spirito senza volto e senza voce, I Tre visitatori. Conversazioni sulla Trinità, 13
Cinisello Balsamo 2010
«Lo Spirito non è soggetto allo stesso titolo del Padre e del Figlio, perché è senza volto e non parla. […] La difficoltà tipica dello Spirito Santo sta nel fatto che non ha volto: per questa ragione l’incontro con lui non è un incontro faccia a faccia, e non rappresenta un Tu, ma rimane un Egli. Come la terza persona dei nostri paradigmi grammaticali, egli è colui di cui si parla, però non è l’interlocutore cui si rivolge»
Tags: Spirito Santo, Terza Persona della Trinità
Riguardo: Trinitaria
Joseph Moingt, «I Tre visitatori. Conversazioni sulla Trinità» in Interviste raccolte da Marc Leboucher, 78
Brescia 2000
«La “terza” persona, da parte sua, che non è né locutore né destinatario, per questo motivo viene chiamata “non persona” o “persona dell’assente”, in quanto è colui di cui si parla, o ancora “persona di universo” perché occupa tutto intero il campo del linguaggio possibile, designando quel qualcosa di indeterminato che fa parlare. Tutte queste caratteristiche convengono allo Spirito Santo: egli non si rivela prendendo la parola né ricevendola, ma è oggetto della promessa del Padre al Figlio.»
Tags: Spirito Santo, Terza Persona della Trinità
Riguardo: Trinitaria
J. O’Donnell, Il Mistero della Trinità, 67
Roma 1989
«Dall’eternità e per l’eternità il Padre ha donato se stesso al Figlio, ha rischiato il suo essere nel Figlio, e dall’eternità il Figlio è stato un sì al Padre, nel completo ed obbediente abbandono a lui così il rischiare se stesso del Padre verso il Figlio crea uno spazio per il Figlio. Il Padre separa se stesso da se stesso, affinché possa esistere il Figlio. Questa separazione è però collegata nell’eternità dallo Spirito Santo. […] è il compiersi nella storia del dramma originario che si svolge tra il Padre e il Figlio, i quali dall’eternità rischiano il loro essere l’uno verso l’altro e così sono distinti ma ancora una cosa sola nello Spirito Santo che è il loro vincolo di comunione»
Tags: Donazione del Padre al Figlio, Vincolo di comunione dello Spirito Santo
Riguardo: Trinitaria
Johannes Quasten, Patrologia II, 23
«S. Atanasio, che succedette nel 328 ad Alessandro, è una delle personalità più importanti di tutta la storia ecclesiastica, e il più ammirevole dei vescovi di Alessandria. Con indomito coraggio, senza piegarsi davanti al pericolo o all’avversità, né lasciarsi intimidire da chicchessia, si fece il campione e il difensore della fede di Nicea, ‘il pilastro della Chiesa’, come lo chiama s. Gregorio Nazianzeno (Or. 21, 26)»
Tags: Sant'Atanasio
Riguardo: Patrologia
B. Rosenstock, «Incest, nakedness and holiness, Biblical Israel at the limits of culture» in Jewish Studies Quarterly, 16 no 4 2009, 333-362
Tags: Incesto, Nudità, Santità
Riguardo: Studi giudaici
Alfredo Ildefonso Schuster, Liber Sacramentorum VII, 144-145
Torino, Marietti, 1930
«La festa di questo invincibile campione della consustanzialità del Logos non entrò nei Breviari Romani che durante il basso medio evo, e venne arricchita di lezioni proprie e del rito doppio soltanto al tempo di san Pio V. [...] Atanasio tuttavia ha dei meriti speciali per aver quasi diritto di cittadinanza nell'Eterna Città, giacché, condannato dagli Ariani, deposto dalla suo sede e profugo per l’orbe intero che s’era quasi accordato per coalizzarsi contro di lui, cercò un asilo sicuro a Roma, ove in papa Giulio, un autorevole vindice dalla santità della sua causa. [...] È da ricordare che fu appunto papa Giulio I, quegli che cassata l’ingiusta deposizione d'Atanasio, lo restituì al suo trono patriarcale. Tanto Socrate, che Sozomeno, nel narrare il fatto, l’attribuiscono espressamente all'autorità primaziale del Papa su tutta la Chiesa: "Οἶα δὲ τῆς πάντων κηδεμονίας αὐτῷ προσηκούσης διὰ τὴν ἀξίας τοῦ θρόνου, ἑκάστῳ τὴν ἰδίαν Ἐκκλησίαν ἀπέδωκε", cioè "Poiché a lui, a cagione della dignità della sede, apparteneva la cura di tutti, restituì ad ambedue (Atanasio di Alessandria e Paolo di Costantinopoli) la propria Chiesa"»
Tags: Sant'Atanasio
Riguardo: Patrologia
card. G. Siri, Omelia del Venerdì Santo 1977
«Tra qualche istante avremo la cerimonia più commovente del Venerdì Santo: lo scoprimento della Croce e la conseguente adorazione della Croce. Perché si scopre la Croce?... Si scopre la Croce simbolicamente, perché molti l’hanno coperta e in questo giorno per la Grazia di Dio dovrebbero riscoprirla... C’è da riscoprire, perché molti di noi vedono la Croce, la vedono, ma non la capiscono. Fino a questo momento la trovo ancora da tutte le parti, ma devo credere che la si vede, ma non la si capisce... Perché se la si scoprisse veramente, altra sarebbe la giustizia, altro sarebbe l’amore alla verità, altro sarebbe il senso della sofferenza, altro sarebbe la ricerca di Dio, altro sarebbe l’amore verso Dio e i fratelli. Non facciamo soltanto una cerimonia esterna, riscopriamo la Croce con l’anima: è questo che occorre oggi e sempre»
Tags: Venerdì Santo
Francesco Tomasis, L'argomento ontologico: l'esistenza di Dio da Anselmo a Schelling
Roma, Città Nuova, 2010
Tags: Esistenza di Dio, Argomento ontologico, Sant'Anselmo, Shelling
Riguardo: Teologia naturale
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, I, q.37
Tags: Amore come nome dello Spirito Santo
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, I, q.38
Tags: Dono come nome dello Spirito Santo
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, I, qq.36-38
Tags: Spirito Santo
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, II-I, q.52
Tags: Consiglio, Dono dello Spirito Santo
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, II-I, q.68
Tags: Doni dello Spirito Santo
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, II-I, q.68
Tags: Doni dello Spirito Santo
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, II-I, q.70
Tags: Frutti dello Spirito Santo
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, II-I, q.70
Tags: Frutti dello Spirito Santo
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, II-II, q.121
Tags: Pietà come dono dello Spirito Santo
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, II-II, q.14
Tags: Bestemmia contro lo Spirito Santo
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, II-II, q.14
Tags: Peccati contro lo Spirito Santo
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, II-II, q.21
Tags: Presunzione come peccato contro lo Spirito Santo
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, II-II, q.45
Tags: Sapienza come dono dello Spirito Santo
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, II-II, q.8
Tags: Intelletto come dono dello Spirito Santo
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, II-II, q.81, a.8
Tags: Santità
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, II-II, q.9
Tags: Scienza come dono dello Spirito Santo
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, III, q.27
Tags: Santità di Maria
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, III, q.27, a.6
Tags: Santificazione nel seno materno
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, Spl, q.72
Tags: Invocazione dei Santi
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, Spl, q.88, a.4
Tags: Santificazione di Giovanni Battista nel seno materno
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, Spl, q.93
Tags: Beatitudine dei Santi
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, Spl, q.94
Tags: Rapporti dei Santi coi dannati
Riguardo: Tomismo
san Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, Spl, q.94
Tags: Rapporto dei dannati con i Santi
Riguardo: Tomismo
P. Agostino Trapè, Patrologia III, 331-332
Tags: Attività episcopale di Sant'Agostino d'Ippona
Riguardo: Patrologia
P. Agostino Trapè, Patrologia III, 334
Tags: Personalità di Sant'Agostino d'Ippona
Riguardo: Patrologia
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