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La Vigilia di Tutti i Santi tra Halloween e Samhain

Davide Damiano / 30 Oct, 2021
5 minuti di lettura
La ricorrenza della festa di Halloween, ogni anno, funge da campo di battaglia per lo scontro tra quelle che sempre più sembrano tifoserie da stadio: due fazioni contrapposte, entrambe formate da cristiani cattolici, ma di opinioni opposte e contrastanti. I due “partiti” sono i «pro-Halloween» e i «contro-Halloween».
Il termine «Halloween» deriva dall’inglese «all hallows’ eve», ovvero «vigilia di tutti i santi». Questa festa nasce nell’area norrena dell’Europa, dove i celti celebravano la ricorrenza del capodanno proprio al termine del mese di ottobre, sotto il nome di Samhain (anche detto Sauin).

Il capodanno celtico celebrava la fine dell’estate e dunque l’inizio di un nuovo inverno ed un nuovo anno. Il tema della festa era la morte. L’inverno simboleggia infatti la natura deceduta. Si tratta, però, di una morte che è solo apparente: sotto il ghiaccio e la neve, infatti, la vita continua. La natura prosegue il suo corso vitale anche sotto terra. Questo, per i celti, simboleggiava i due livelli dell’esistenza: il mondo visibile dei vivi, e il mondo invisibile dei morti. Anche quest’ultimo, però, è pieno di vita: la vita delle anime e degli spiriti.

Come nel mondo dei vivi esistono uomini buoni e uomini cattivi, anche nel mondo dei morti ci sono anime buone ed anime cattive, e perciò i celti, una volta acceso il Grande Fuoco celebrativo del capodanno, portavano con sé, nelle proprie case, delle piccole lanterne nelle quali venivano inseriti dei tizzoni ardenti presi dal Grande Fuoco e si travestivano con maschere e costumi spaventosi proprio per spaventare e quindi scacciare le anime malvage.

Durante questa festa, per i celti si apriva una porta che metteva in contatto il regno dei vivi con quello dei morti. Con l’arrivo della fede cristiana, molti dei celti si convertirono al cristianesimo, mantenendo intatta la convinzione di questa comunicazione tra i “due mondi”.

In occasione di questa grande conversione dei popoli celtici, papa Gregorio III spostò la festa di Ognissanti da maggio a novembre. Se infatti questa festa fu inizialmente collocata a maggio in occasione della consacrazione a Maria e a tutti i martiri del Pantheon di Roma il 13 maggio del 609 da papa Bonifacio IV per l’analogia tra «tutti gli dèi» del pantheon pagano con «tutti i santi» della fede cristiana, venne poi spostata al 1° novembre da Gregorio III proprio per sovrapporla al capodanno celtico, favorendo così l’inculturazione del cristianesimo anche in queste popolazioni. Anche la collocazione al 13 maggio da parte di Bonifacio IV, infatti, era avvenuta per sostituire la festa romana dei Lemuria con quella cristiana di Ognissanti.

Fu nel 998 che il monaco benedettino sant’Odilone di Cluny dispose che in tutti i monasteri cluniacensi, il 2 novembre, subito dopo i vespri della festa di Ognissanti, si celebrasse la memoria dei defunti. Questa pratica prese piede rapidamente e in poco tempo si estese in tutta la Chiesa occidentale.

Halloween è quindi una festa che la Chiesa mantiene da tradizioni più antiche, inculturandovi la fede cristiana che così viene a sostituire il suo significato pagano con quello cristiano.

Risulta così che ridurre la festa di Halloween (che, come abbiamo detto, significa «vigilia di tutti i santi») alla pagana festa delSamhain significa in qualche modo negare questa inculturazione che da sempre caratterizza, in questa e altre occasioni, la Chiesa cattolica.

Forse, invece di barricarsi dietro inutili prese di posizione, sarebbe bene educare i bambini a vivere Halloween per quello che realmente è: l’attesa della festa di tutti i santi, che partecipando della Risurrezione di Gesù non vivono nel “mondo dei morti”, bensì nel mondo della vita eterna oltre la morte.

I bambini, benché se ne pensi, hanno grandi capacità di intelligenza, e riterranno loro stessi insensato travestirsi con macabri maschere e costumi nella vigilia di una festa che non celebra l’orrido ed il macabro mondo degli inferi pagani, bensì la gloriosa vita eterna dei santi.

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